Misano Adriatico, 24 agosto 2026. C’è un momento, prima che una tecnologia arrivi su una tuta da gara, in cui questa è ancora soltanto un’idea. Un materiale, una forma, un dettaglio, una soluzione da collaudare. È in quel momento che nasce Project Apex.
Dopo la prima edizione, ad agosto 2025 al Mugello, Dainese Project Apex è tornato in pista per la sua seconda edizione, una giornata esclusiva dedicata alla ricerca e allo sviluppo. Al Marco Simoncelli World Circuit, i piloti Dainese di MotoGP™, Superbike e altre categorie hanno condiviso la pista con ingegneri, designer, tecnici e sviluppatori di Dainese e AGV, mettendo alla prova nuove soluzioni e dando il proprio contributo a un processo che non si ferma mai: quello verso la protezione del futuro.
Ad Apex non c’è un cronometro da inseguire. Questa volta la pista serve a sentire, a trovare quel piccolo dettaglio che può fare la differenza quando tutto deve funzionare alla perfezione. Un movimento, una pressione, una cucitura, il modo in cui una protezione segue il corpo. Sensazioni che soltanto chi guida una moto al limite può rendere con precisione, e che diventano preziose quando arrivano nelle mani di chi quei prodotti li progetta e li confeziona.
Valentino Rossi, Marco Bezzecchi, Franco Morbidelli, Fermin Aldeguer, Andrea Iannone, Loris Capirossi, Celestino Vietti, Daniel Holgado, Pol Espargaro e altri ancora: l’esperienza dei piloti più veloci al mondo incontra la ricerca Dainese. Da una parte, anni trascorsi a cercare l’apice della performance; dall’altra, competenze, tecnologia e una conoscenza profonda dei materiali e del corpo umano. Perché la protezione, quando si guida al massimo livello immaginabile, è qualcosa che deve poter essere dimenticata, per lasciare al pilota la libertà di pensare alla traiettoria, alla frenata, alla curva successiva. Deve diventare parte del gesto, senza mai ostacolarlo.
Dainese Project Apex nasce da questa ricerca dell’equilibrio perfetto tra protezione, comfort e performance. E come ogni ricerca che valga la pena perseguire, non ha una vera linea d’arrivo.
Dal circuito alla strada, passando attraverso le mani e l’esperienza di chi vive la moto al suo limite. È così che Dainese continua a sviluppare la protezione del futuro: quello che oggi viene provato in pista, domani può diventare parte dell’abbigliamento Racing e, nel tempo, trasformarsi in tecnologia disponibile per tutti i motociclisti.
“La protezione continua ad evolversi. Noi dobbiamo essere liberi di muoverci sulla moto e, allo stesso tempo, essere protetti. È un equilibrio difficile da trovare, ma l’airbag, per esempio, è quel qualcosa che è stato inventato da Dainese proprio per questo. E una volta lo che provi non puoi più tornare indietro.”
Marco Bezzecchi
“Negli anni ho assistito ad un’evoluzione impressionante nell’abbigliamento. Dalle prime tute, praticamente senza protezioni integrate, siamo arrivati agli airbag e alle tecnologie moderne. E il miglioramentonon si ferma mai: oggi ho provato per la prima volta un nuovo prototipo: un passo da gigante in termini di comodità e libertà di movimento.”
Loris Capirossi
“Lo sviluppo in genere avviene gradualmente, un passo alla volta. Si cerca sempre di migliorare nei dettagli ciò che già è eccellente. La tuta che stiamo provando oggi è un balzo in avanti, soprattutto a livello di mobilità. Bisogna lavorare costantemente e non accontentarsi mai: la filosofia giusta è sempre questa.”
Andrea Iannone
“La sicurezza è la prima cosa, noi cadiamo anche molto forte e dobbiamo essere protetti. Ma sono fondamentali la comodità, la leggerezza, come ti senti sulla moto, come puoi muoverti. Sia per la performance che per la sicurezza stessa. Con Dainese ho sempre tutto questo, mi sento tranquillo di andare sempre più forte.”
Daniel Holgado