Era il 2016 quando la Federazione Internazionale del Motociclismo avviò il programma FIM Racing Homologation Programme, in breve FRHP, per innalzare il livello di sicurezza complessivo delle corse dimoto in circuito. Di questo programma, la parte più nota è quella relativa agli standard di sicurezza dei caschi da moto da corsa, di cui parleremo oggi. Il suo codice completo è FRHPhe, dove he sta per helmets - caschi.
Nel 2019 entrò in vigore l’omologazione dei caschi da MotoGP e Superbike cui ci si riferisce comunemente come omologazione FIM, uno standard nettamente più severo rispetto alla norma europea di riferimento del tempo per la vendita comune, la ECE22-05. Nel 2020 seguì l’obbligo di rispettare la FRHPhe-01 anche nelle altre competizioni organizzate sotto l’egida della FIM, ma sempre e solo parlando di corse in pista.
Dal 2022 si è cominciato a parlare di un’evoluzione di questo standard sviluppato dalla Federazione Internazionale, ufficialmente in vigore dal 2026. Si parla oggi dunque di omologazione FIM 2, nome completo FRHPhe-02, per un passo avanti ulteriore in termini di sicurezza dei caschi da moto. Ma soprattutto, stavolta, valido sia per i caschi da pista che per il fuoristrada, con l’omologazione di caschi damotocross, enduro e rally raid.
Omologazione caschi FIM FRHPhe-02, come funziona?
Il protocollo stilato con l’omologazione FIM 2 non è rivoluzionario rispetto a quello già molto stringente della FIM 1, bensì più accurato e severo sotto diversi aspetti, in particolare rispetto alla protezione dagli impatti obliqui, che abbiamo trattato qui.
Innanzi tutto, è necessario che i caschi siano precedentemente omologati secondo la norma europea ECE22-06 Type P (P per protective - integrale), oppure le statunitensi SNELL M2015 o M2020R o M2020D, oppure la giapponese JIS T8133 2015 Type 2 Full Face.
L’omologazione FRHPhe-02 prevede alcuni requisiti base: il casco deve essere integrale, la calotta deve essere realizzata in pezzo unico e in alcun modo modulare, il cinturino sottogola deve avere chiusura a doppia D, i guanciali devono prevedere un sistema di sgancio rapido e questo deve essere rapidamente identificabile. Le visiere, se di colore differente da quelle omologate per la circolazione, devono rispettare i medesimi criteri di sicurezza imposti dalle suddette norme locali.
I 17 punti di impatto sulla calotta, più il punto S sulla mentoniera
Le regole sull’aerodinamica
Entrando nel merito di come funziona l’omologazione caschi FIM 2, vediamo alcune regole in tema aerodinamico: qualsiasi appendice deve essere rivolta all’indietro, quindi non devono esserci spigoli rivolti verso il senso di marcia che potrebbero impigliarsi; sono vietati bordi taglienti; escluso lo spoiler posteriore, nessuna appendice può sporgere di oltre 15 mm dalla superficie della calotta; le appendici laterali possono essere massimo una per lato.
L’omologazione di diverse taglie
Come già avveniva per la FIM 1, un produttore che voglia omologare più taglie del proprio casco secondo la FRHPhe-02 deve procede con omologazioni separate per ciascuna taglia. Ciò, a meno che le taglie non condividano la stessa misura di calotta e differiscano solo per le imbottiture interne, e solo se le taglie interessate differiscono di non oltre 2 cm di circonferenza testa.
Ad esempio, un casco la cui taglia XS misuri 53-54 cm e la cui S misuri 55-56 cm, può procedere con un’unica omologazione dal momento che la differenza tra 54 e 55 è di 1 cm (si calcola la differenza tra le due misure più vicine).
I tipi di test d’impatto previsti dalla norma FIM 2
I test di impatto previsti dalla norma FRHPhe-02 FIM 2 sono di quattro tipi, differenziati in base alla forma dell’oggetto che colpisce il casco: battente piatto, battente emisferico, battente obliquo e test di penetrazione con battente puntiforme.
Per ogni modello di casco il produttore deve fornire 6 esemplari identici. Questi vengono sottoposti a prove su quattro punti di impatto, scelti tra 17 punti prestabiliti distribuiti sull’intera superficie della calotta, secondo lo schema seguente.
Test con battente piatto
Il casco #1 viene testato su quattro punti utilizzando un battente piatto caratterizzato da una superficie circolare di diametro 13 cm. L’impatto avviene a una velocità di 8,2 m/s (29 km/h).
Sempre sul casco #1 viene inoltre effettuato il test sulla mentoniera, identificato come punto S, sempre con battente piatto ma a una velocità inferiore, pari a 6 m/s. Questo test è aggiuntivo rispetto ai quattro impatti precedenti e viene eseguito per primo. È un test già presente nella normativa ECE22-06, ma in questo caso vi è anche il vincolo che la visiera non si apra durante l’impatto (valutazione che non era presente nella FIM 1, inserita anche a seguito di vari casi di distacco della visiera sia a come conseguenza di cadute che di manovre accidentali del pilota).
Test con battente emisferico
Sul casco #2 si effettua il test con battente emisferico, costituito da una semisfera di raggio 48 mm, a una velocità di 7,5 m/s. Questa prova rappresenta una delle principali novità introdotte dalla FRHPhe-02 edelle differenze tra le omologazioni FIM 1 e FIM 2.
Test di impatto obliquo
Il casco #3 è sottoposto al test con battente a superficie inclinata di 45°, pensato per valutare il comportamento del casco in caso di impatti obliqui, responsabili delle pericolose accelerazioni rotazionali del cervello. Il test viene effettuato su punti differenti della calotta:
- frontale a 8 m/s
- posteriore a 8 m/s
- laterale sinistro a 8 m/s
- laterale destro a 5 m/s
Lo scarto ammesso sulla velocità è sempre di +0,15 m/s.
Rispetto alla FRHPhe-01, la FRHPhe-02 richiede che il casco resista a impatti più severi, con accelerazioni lineari fino al 18% più elevate e accelerazioni rotazionali circa il 4% più elevate.
Sempre sul casco #3 viene inoltre effettuata la prova di rimozione rapida dei guanciali.
Test di penetrazione
Il casco #4 è destinato al test di penetrazione, da svolgere su almeno due punti scelti casualmente e non più vicini tra loro di 75 mm.
La procedura, derivata dalle normative giapponese e americana, prevede l’utilizzo di un percussore in acciaio appuntito di circa 3 kg, lanciato a una velocità di circa 6,3 m/s. Il risultato richiesto è che siaesclusa la possibilità che la punta entri in contatto con la falsa testa all’interno del casco.
Caschi aggiuntivi
I caschi #5 e #6 non sono sottoposti a test standard: uno viene archiviato integro come riferimento, mentre l’altro è destinato a eventuali prove supplementari qualora se ne presenti la necessità.
Come si identifica un casco omologato FRHPhe-02?
Per verificare i caschi omologati FIM 2, è sufficiente controllare il cinturino sottogola: dopo aver superato tutti i test previsti, sul casco viene applicato un QR Code cucito direttamente al cinturino. Scansionandolo con lo smartphone si accede a una pagina dedicata che consente di tracciare il casco e confermare l’autenticità e la validità dell’omologazione.
In sintesi, l’omologazione FIM FRHPhe-02 rappresenta un passo avanti concreto nella sicurezza dei caschi da corsa. Grazie a test più severi e dettagliati e a nuovi tipi di impatto, i caschi omologati FIM 2offrono protezione complessivamente superiore al passato e, altrettanto importante, si è finalmente esteso lo standard FRHPhe-02 ai caschi da fuoristrada.
È uno standard ideato per le competizioni, ma che inevitabilmente influenzerà in positivo anche lo sviluppo dei caschi destinati all’uso stradale, alzando l’asticella della sicurezza per tutti i motociclisti.