sci

Le piste da sci più belle secondo Kristian Ghedina

demonerosso sci

Demonerosso

7 Gennaio 2026

5 min

Le discese più memorabili secondo uno dei migliori interpreti della scuola velocistica italiana: ecco le piste di Coppa del Mondo più significative nella carriera dello sciatore di Cortina d’Ampezzo

Kristian Ghedina è stato uno dei massimi interpreti della discesa libera italiana: 13 vittorie in Coppa del Mondo, di cui una in Super G, e tre medaglie iridate. Per oltre un decennio ha interpretato lo sci come una sfida continua ai limiti, trasformando ogni pista in un test estremo. Per questo, quando si parla di discese memorabili, il suo punto di vista ha un peso specifico diverso dagli altri. 

Chiedere a uno sciatore di Coppa del Mondo quali piste lo abbiano segnato significa entrare in un mondo fatto di pendenze importanti, muri impegnativi e passaggi dove la velocità va gestita con precisione assoluta. Non tracciati “da cartolina”, ma piste che mettono alla prova tecnica, lettura del terreno e sangue freddo. 

Nato e cresciuto a Cortina d’Ampezzo, Ghedina ha inserito nella sua selezione piste europee e piste nordamericane, dove tuttavia non sempre ha ottenuto risultati di rilievo. Segno che non è necessario vincere o salire sul podio per riconoscere la grandezza o il prestigio di un pendio. Tra queste, tutti riferimenti assoluti nel mondo dello sci alpino, è immancabile una pista di casa. Questa è la sua lista. 

null

Olimpia delle Tofane, Cortina d'Ampezzo

null
null

Streif, Kitzbühel

null

Cortina d’Ampezzo, Italia – Olimpia delle Tofane 

Storica pista del comprensorio ampezzano, l’Olimpia delle Tofane è da anni teatro fisso della Coppa del Mondo femminile, ma resta una delle discese più complete e tecniche in assoluto. I suoi 760 metri di dislivello, su 2,2 km di sviluppo, con pendenze fino al 65%, la rendono una pista non semplice da interpretare. 

È anche la pista di casa di Ghedina, che qui il 3 febbraio 1990 vinse la sua prima gara in Coppa del Mondo: “L’esposizione al sole garantisce visibilità ottimale, aspetto fondamentale per un discesista. Il passaggio tra le rocce, lo “Schuss Tofana”, dove si sfiorano i 150 km/h, è un’immagine inconfondibile: a me piace definirla la Kitzbühel del femminile”

  

Kitzbühel, Austria – Streif 

La Streif è la pista simbolo della discesa libera, il riferimento assoluto per difficoltà e spettacolarità, Ghedina la definisce “la pista delle piste, la Montecarlo dello sci”, per un paragone con la Formula 1. Con 860 metri di dislivello, 3,3 km di sviluppo e pendenze che arrivano all’85%, non concede margini di errore, a partire dal difficilissimo salto iniziale della Mausefalle, non meno di 30 metri di volo.  

“Secondo me, però, il tratto più critico è lo Steilhang, con il suo ripido improvviso seguito da una curva a destra con pendenza a sfavore, probabilmente il passaggio più difficile dell’intera Coppa del Mondo.”Qui, nel 2004, la sua spaccata sul salto finale a oltre 130 km/h è diventata un’immagine pilastro della storia dello sci, nonostante una gara conclusa solo al sesto posto. 

Wengen, Svizzera – Lauberhorn 

È la più lunga pista di Discesa Libera di Coppa del Mondo, con 4,4 km di sviluppo e un tempo di percorrenza per gli atleti di circa 2 minuti e mezzo: la sua fama di pista estremamente impegnativa non è molto dissimile da quella della Streif di Kitzbühel. Il dislivello è importante, oltre 1.000 metri, e la pendenza massima arriva a toccare il 90%.  

"Qui nel 1997 stabilii un record alla media di 106 km/h che è rimasto imbattuto per anni, addirittura fino al 2025, quando è stato abbassato di circa 2 secondi”. Il record assoluto di velocità appartiene invece al francese Johan Clarey ed è di 161,9 km/h, raggiunti alla fine del tratto dell'Haneggschuss, il più veloce di tutto il circo bianco. 

 

Whistler, Canada – Dave Murray Downhill 

Sulle nevi di Whistler, una delle località simbolo dello sci nordamericano nonché mecca mondiale degli sport outdoor, Ghedina ha ottenuto una delle sue vittorie più significative. Era il febbraio 1995 e la gara si svolse in condizioni complicate, con nebbia fitta e visibilità ridotta. 

Un contesto ideale per esaltare la sua capacità di lettura del terreno e il suo istinto in gara. In quell’occasione riuscì a imporsi davanti a un avversario del calibro di Lasse Kjus. “La Dave Murray Downhill di Whistler, intitolata al forte sciatore canadese degli anni ‘70 e ‘80, è la seconda pista al mondo per lunghezza, con oltre 1.000 metri di dislivello, molti salti e tratti scorrevoli nel finale, spesso caratterizzata da neve umida, particolarmente adatta alle mie caratteristiche”, così la ricorda Ghedina. 

 

Lake Louise, Canada – Men’s Olympic Downhill  

Lake Louise è una pista tecnica, in gran parte immersa nel bosco, spesso utilizzata come appuntamento di inizio stagione. “Nonostante la presenza di bei salti e di sezioni interessanti dal punto di vista tecnico, non è una pista che mi abbia regalato grandi soddisfazioni in termini di risultati; il migliore, un sesto posto nel Super G del 1999. 

Resta un tracciato significativo per i suoi 3,1 km di lunghezza, abbinati ad un dislivello di 828 metri. Qui, la Coppa del Mondo maschile di corse nel 1991, prima di una pausa e di un ritorno nel 1999.