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Viaggio in moto in Galles: quando vento e pioggia ti costringono a fermarti

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Demonerosso

12 Agosto 2026

5 min

Un viaggio tra le montagne gallesi interrotto dal vento e dalla pioggia, dove la parte più difficile non è stata guidare, ma capire quando fermarsi

L’idea iniziale era semplice: lasciarsi alle spalle Londra per qualche giorno e attraversare il Galles in moto seguendo strade secondarie, passi di montagna e percorsi sterrati, cercando il più possibile di evitare gli itinerari principali. Il programma di viaggio, affrontato in sella a un’Aprilia Tuareg 660 Rally, prevedeva sin da subito due momenti distinti: i primi due giorni sarebbero stati dedicati a un training presso la Sweet Lamb Adventure Bike Academy e sarebbero stati seguiti da una fase di esplorazione in solitaria tra le montagne gallesi. 

Anche le previsioni sembravano confermare che tutto sarebbe andato secondo i piani. Sole e temperature miti erano annunciati per l’intera durata del viaggio, e nei primi giorni il Galles si era mostrato esattamente come immaginato: stradine strette che attraversano vallate verdi, colline morbide interrotte da muretti a secco in pietra e lunghi tratti immersi in un paesaggio quasi immobile, dove il meteo sembrava concedere una tregua quasi inattesa. 

La prima giornata era stata variabile, con qualche breve pioggia alternata a schiarite improvvise, mentre la seconda aveva regalato condizioni quasi perfette, con cielo limpido e temperature inaspettatamente alte per l’inizio di aprile. Il vero viaggio sarebbe iniziato il terzo giorno, una volta conclusa la fase di allenamento e presa la giusta confidenza con la mia nuova Aprilia. 

È stato proprio allora che lo scenario è cambiato radicalmente. 

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Quando il meteo cambia tutto  

Nel corso della notte il meteo ha subito un peggioramento improvviso. Le viste aperte sulle alture gallesi hanno lasciato spazio ad un fronte di nuvole basse e compatte, spinto rapidamente dal vento lungo i versanti delle montagne. Già durante l’avvicinamento ai passi era evidente come la situazione stesse evolvendo molto più velocemente del previsto. La pioggia diventava sempre più insistente e il vento aumentava man mano che la strada saliva di quota. 

Inizialmente la situazione appariva gestibile, ma chilometro dopo chilometro il margine di tranquillità si è ridotto sempre di più. Su alcuni tratti esposti, dove la strada correva tra vallate aperte e pendii battuti dal vento, il solo mantenere una traiettoria pulita richiedeva concentrazione assoluta e tutta la mia esperienza. In montagna, le raffiche laterali cambiano completamente la percezione della guida: arrivano senza preavviso, colpiscono la moto di lato e obbligano a correggere di continuo la linea. 

Il momento più critico è arrivato circa a metà del primo passo montano. Una raffica più violenta delle altre ha spinto la moto verso il bordo della carreggiata, abbastanza da farmi percepire quanto in fretta la situazione potesse degenerare ancora. Durante la discesa, una seconda folata ha invece spostato la moto verso la corsia opposta, mentre sopraggiungeva traffico in senso contrario. Da “complicata”, la situazione si era ufficialmente fatta “pericolosa”. 

A quel punto diventava evidente che il viaggio non potesse proseguire. 

La decisione più difficile: fermarsi 

Una volta tornato a valle, ho rimandato di qualche ora la decisione di abbandonare tutto il programma, nella vana speranza di un miglioramento delle condizioni. Seduto in un piccolo locale lungo la strada, osservando pioggia e vento continuare a intensificarsi contro le vetrate, mi è diventato chiaro che aspettare non avrebbe cambiato nulla. Anzi, mi rendevo conto che le previsioni per i giorni successivi confermavano un peggioramento costante. Continuare verso le montagne avrebbe significato esporsi inutilmente a una situazione sempre più rischiosa e sgradevole. 

Col senno di poi, l’unica alternativa possibile sarebbe stata probabilmente quella di invertire la marcia prima, già durante la salita. In contesti come quello gallese, però, soprattutto nelle aree montuose vicine alla costa, il meteo può cambiare con estrema rapidità. Condizioni apparentemente favorevoli a valle possono trasformarsi completamente nel giro di pochi chilometri e viceversa, ma non questa volta. Il maltempo non si sarebbe placato. 

  

Quando rinunciare è la scelta giusta 

Questa esperienza in moto in Galles non ha modificato in modo sostanziale il mio approccio alla preparazione dei viaggi. Dopo aver affrontato ambienti molto diversi, dal deserto in estate ai passi di montagna con pioggia, nebbia e basse temperature, so che l’imprevedibilità delle condizioni fa in molti casi parte del viaggio stesso. Ciò che cambia davvero, e che stavolta mi ha salvato, è la capacità di riconoscere il momento in cui fermarsi. 

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Prepararsi alle condizioni, non solo al percorso 

In un contesto del genere, oltre alla fondamentale confidenza con la moto che si sta guidando, anche l’equipaggiamento assume inevitabilmente un ruolo importante. Per affrontare un viaggio in motoGalles all’inizio di aprile è fondamentale poter contare su un equipaggiamento adatto a condizioni variabili, soprattutto considerando la rapidità con cui temperatura e meteo cambiano in quota. Durante questo viaggio, ho indossato per la prima volta il completo Dainese Mangen, che si è dimostrato particolarmente efficace proprio nella gestione di queste variazioni: protezione dalla pioggia, ventilazione adeguata nei momenti più caldi e un isolamento termico efficace quando le temperature sono scese sensibilmente. 

Naturalmente, nessun equipaggiamento può modificare le condizioni esterne o eliminare del tutto il rischio. Può però evitare che ulteriori difficoltà, derivanti dall’essere bagnati e infreddoliti, si aggiungano a una situazione già complessa, permettendo di mantenere la lucidità anche quando il contesto cambia in fretta. È in effetti importante considerare anche questo: guidare con le mani o i piedi gelati non è solo fastidioso, è anche poco sicuro, perché fa perdere concentrazione e reattività nei movimenti. Ecco che prepararsi e vestirsi bene, adattandosi alle condizioni che verosimilmente si incontreranno, non è solo una questione di comfort. 

  

Non tutti i viaggi finiscono come previsto 

Alla fine, del mio piano iniziale di visitare il Galles in moto è rimasto ben poco. Tra vento forte, pioggia costante e condizioni sempre più instabili, proseguire il viaggio — così come realizzare i contenuti previsti — non avrebbe avuto alcun senso. 

Non tutti i viaggi seguono il percorso immaginato alla partenza. In alcuni casi, la decisione più sensata non è continuare a ogni costo, ma riconoscere il momento in cui fermarsi e rimandare il resto a un’altra occasione.