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46 WORDS WAITING FOR LOSAIL

04 April 2012 | News

by Nico Cereghini

Finalmente in pista! Si riprende dalle luci del Qatar, dove Stoner è lo sceicco. Però Valentino, che ha vinto nel 2010 con la Yamaha, adesso è fiducioso: la Ducati può arrivare in alto e crescerà. Occhio a Lorenzo, comunque, e alla nuova Moto3 con giovani talenti.

Back on the track at last! The season starts again under the floodlights in Qatar, where Stoner is the sheik. However, Valentino, who won in 2010 on the Yamaha, is now confident: the Ducati can get ahead and will improve. Anyway, keep an eye on Lorenzo and young talents on the new Moto3.

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ADESSO E’ UN THRILLER

07 October 2009 | News

Come in un giallo ben concepito: quando ormai l’epilogo sembrava scritto, giri la pagina ed ecco il colpo di scena che rimette tutto in discussione. Valentino era a più trenta, bastava controllare Lorenzo, pareva facile. E invece anche il migliore può steccare. Se stecca c’è stata.
Una gomma difettosa? O più semplicemente un setting inadeguato per la M1 numero 46? Lì per lì non si è capito. O meglio, le parole uscite dalla bocca di Rossi, un’ora dopo la conclusione della gara, erano chiare: “il setting era sbagliato, la gomma saliva troppo di temperatura, il grip era insufficiente”. Ma io credo che i piloti raramente dicano la verità. Li stimo, qualche volta li adoro questi piloti, ma quasi sempre nascondono le loro cose. E questa mi pare proprio una di quelle volte.
Analizziamo i fatti. Valentino è quarto in gara a quasi 24 secondi da Jorge, un’enormità che solo un grosso problema può giustificare. Appena finita la corsa, dentro il garage, tutti guardano le gomme –lo racconta Alberto Porta in diretta- e il tecnico della Bridgestone ha la faccia preoccupata. Poi le serrande vengono abbassate.
Mezz’ora dopo, dentro Fuorigiri, Paolo Beltramo, che attende una dichiarazione di Rossi, becca al volo il fedele Uccio, che dichiara: “la gomma non entrava in temperatura e non ha lavorato bene”. Un’altra trentina di minuti e finalmente, durante la diretta della 125, Valentino esce allo scoperto: e parla di setting e di gomma che scaldava troppo. Le difficoltà incontrate dal numero 46 nelle prove libere e in quelle cronometrate, peraltro con Vale a pochi decimi dalla pole e mai in palese inferiorità, sembrano dare un senso a tutto il discorso. Nessuno, lì per lì, bada alla differenza delle due versioni: prima Uccio con la gomma fredda, poi Vale con la gomma calda.
Bene, io credo che qualcosa non quadri. Mai visto Rossi prendere una paga del genere, e di sicuro non si è rincitrullito. Ora, perché, direte voi, il Dottore dovrebbe nascondere la comoda verità di una gomma difettosa facendosi carico di un setting ottimale mai trovato? Oltretutto non fa una bellissima figura, perché in pista c’erano due M1 ufficiali del team Fiat-Yamaha e l’altra ha vinto e filava che era una meraviglia.
Ebbene, io credo che Vale e i suoi si sentano legati a una priorità: non litigare col gommista. Perché in passato, con Michelin, hanno vissuto qualche giornata ambigua o hanno creduto di viverla. Qualcuno di loro si è lasciato scappare in qualche occasione che un titolo mondiale è stato perduto misteriosamente, e si sa come vanno queste cose: nessuno ci crede veramente ma nessuno veramente nega, prove non ce ne sono ma i dubbi restano, le gomme sembrano tutte uguali e sono difficili da scegliere. Tarli che girano. Pulci nelle orecchie.
Mai litigare col gommista. Ecco il primo comandamento di tutti i piloti, nessuno escluso. Siamo al finale di stagione, una gomma difettosa ci può anche stare, meglio ingoiare il rospo, non sollevare polemiche e non colpevolizzare nessuno. Ecco quello che vedo.
Naturalmente senza nulla togliere a Jorge Lorenzo che è un bel fenomeno, davvero un brutto cliente per Vale, a Casey Stoner che è tornato tostissimo sulla Ducati e può presto riprendere anche a vincere, a Marco Simoncelli che sta facendo paura ad Aoyama e Bautista. Gran bel mondiale, e il finale thriller in almeno due cilindrate.

Di Nico Cereghini

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