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AFTER SILVERSTONE

18 June 2012 | News

by Nico Cereghini

Terza vittoria consecutiva per Jorge Lorenzo, a Silverstone: siamo già alla quarta della stagione su sei gare disputate, e il vantaggio del pilota Yamaha adesso sale a 25 punti su Stoner. Che non è molto, certo, però la Honda soffre un mucchio di problemi tecnici (gomme in primis) e in più Casey, dopo l’annuncio del ritiro a fine anno, non pare così impegnato nel lungo lavoro che serve fare nelle prove per trovare le soluzioni. L’australiano gira il minimo indispensabile e la sua stessa squadra se ne lamenta. Per contro, la M1 quest’anno è davvero molto bilanciata, i finali di Lorenzo sono irresistibili, la tenuta psicologica del numero 99 sembra proprio da titolo.

In una gara che ha rivelato il talento di Alvaro Bautista (pole a sorpresa e quarto posto in gara non lontano dal podio) e l’eroismo di Crutchlow, sesto dopo essere partito in fondo allo schieramento per aver saltato le prove dopo una brutta caduta, sono affondati i colori e i piloti italiani. Le Ducati hanno chiuso molto arretrate dopo la doppia caduta del sabato, e Dovizioso è caduto a metà gara, sul più bello quando pareva da podio. Sulle due cadute delle rosse si è parlato molto, perché la dinamica è stata identica in tutto: colpa della gomma anteriore troppo morbida di carcassa? La Ducati troppo delicata di sterzo? Colpa semplicemente di una buca, almeno secondo Guareschi. Meno male che in entrambi i casi l’air-bag ha funzionato alla grande scongiurando gravi danni come minimo alle clavicole. In corsa poi ci ha provato Nicky, a lungo tra i protagonisti prima di commettere una serie di errori che l’hanno cacciato al settimo posto; ma non ci ha potuto nemmeno provare Valentino: la pista non gli è mai piaciuta davvero, le prove sono state negative, il ritmo mai trovato. Il suo nono posto, a 36 secondi dal vincitore, si può solo tentare di dimenticarlo. Bene invece Michele Pirro, tredicesimo e terzo delle CRT, dominate questa volta da Aleix Espargaro.

Meglio stava andando in Moto2 con Iannone e Corsi nel gruppo di testa. Ma alla fine l’ha spuntata un grandissimo Pol Espargaro, capace di schiantare la concorrenza con un finale velocissimo e impeccabile. Nel bellissimo e finalmente pulito duello per il posto d’onore ha prevalso il forte britannico Redding sul favorito Marquez. Iannone, Corsi e Corti hanno fatto una bella gara, senza risparmiarsi nulla, e si sono classificati subito dietro. Tanto che a litigarsi il titolo restano in tanti: Marc Marquez ha soltanto sei lunghezze di vantaggio su Espargaro e Luthi, e 18 su Andrea Iannone.

In Moto3 invece sono due i piloti in vetta alla lista: Viñales che ha vinto ancora e Cortese (terzo qui in Gran Bretagna) che lo insegue a due punti. La sesta prova è vissuta sulla solita fuga di massa: una decina di giovanissimi pronti ad affondare colpo su colpo. Poi un terzetto ha preso faticosamente il largo nel finale, e secondo si è piazzato un magnifico Luis Salom. Romano Fenati, migliore degli italiani, ha chiuso settimo; Niccolò Antonelli tredicesimo davanti ad Ajo, Moncayo e Alessandro Tonucci. Rispetto alle prime gare sembra che Fenati abbia perso un po’ di smalto: eppure va sempre forte, è stato capace di ricucire lo strappo dopo la prima fase di gara e riportarsi sui primi, siamo sicuri insomma che ci darà ancora belle soddisfazioni.

by Nico Cereghini

The third consecutive win for Jorge Lorenzo at Silverstone. It is already the fourth victory on six races and the Yamaha rider now has a 25 point lead over Stoner. It may not be a huge lead but Honda have a lot of technical problems (with tyres in first place) and with Casey having announced his retirement at the end of the year, he no longer appears to be fully committed to the long-term development work needed to find solutions. The Australian doesn’t do much practice and even his own team are complaining. In contrast, this year's M1 is beautifully balanced, Lorenzo's finishes are beyond comparison and the number 99 rider appears to fully believe the title is his for the taking.

The race was a showcase for the talent of Alvaro Bautista (surprise pole and just off the podium in fourth place at the flag) and the heroism of Crutchlow who finished sixth after starting from the back of the grid due to a nasty fall before qualifying. The Italian riders failed to make an impression. The Ducatis finished far down the rankings after falls on the Saturday then Dovizioso pulled out in mid race while challenging for a podium spot. There is much debate about the Ducati falls as the dynamics were almost identical: Was the front tyre carcass too soft? Is the Ducati steering too delicate? According to Guareschi it was just a puncture. It was just as well however that in both cases the riders' air-bags worked to perfection and saved them from serious injury such a broken collar bone or worse. During the race Nicky Hayden was well up with the front runners but a number of mistakes dropped him to seventh place. Not even Valentino made much of a showing: he has never particularly liked the track, his performance in qualifying was negative and he never really found his rhythm. His ninth place, 36 seconds behind the winner, is probably best forgotten. Michele Pirro on the other hand put in a good performance to finish thirteenth overall and third in the CRT class that this time was dominated by Aleix Espargaro.

Iannone and Corsi were going well in the pack leading the Moto2 race but in the end, Pol Espargaro crushed his rivals with a dominant display after the half way mark. In a fabulous, clean fight the British rider Redding held off the favourite Marquez. Iannone, Corsi and Corti spared no effort and had a great race finishing right behind Marquez. The race for the title is still wide open: Marc Marquez is only six points clear of Espargaro and Luthi and 18 ahead of Andrea Iannone.

In Moto3, two riders top the standings: Viñales who won again and Cortese (third here at Silverstone) who is just two points behind the leader. The sixth round saw the usual break away at the start. From a score of young riders ready to fight to the bitter end, a group of three managed to break away with Luis Salom finishing second behind Viñales, Romano Fenati was the best of the Italians and finished seventh; Niccolò Antonelli was thirteenth ahead of Ajo, Moncayo and Alessandro Tonucci. Compared with some of his earlier races, Fenati seems to have lost a little of his shine. Although he is always fast and was able to make up ground he lost at the start and catch up with the leaders, we are sure that there is still a lot more to come from him.

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AFTER BARCELONA

04 June 2012 | News

Andrea Iannone

by Nico Cereghini

Che corsa Andrea Iannone! E’ lui il protagonista assoluto del GP di Cataluna: la sua vittoria in Moto2, davanti a Luthi e a Marquez, valeva il prezzo del biglietto per gli ottantamila accorsi al Montmelò. Che però non avranno apprezzato il successo italiano sulla pista catalana dei fenomeni locali. Preciso, consistente, lucido e pronto a rispondere agli attacchi dello svizzero e a quelli dello spagnolo. In una parola, grande! Iannone non vinceva dal settembre scorso, ad Aragona, ma la moto tutta nuova ha richiesto un duro lavoro. E adesso torna in lotta per il titolo. Dispiace invece per Pol Espargaro, finito sulla traiettoria di Marquez, agganciato e poi lanciato via a poche battute dalla fine, quando lottava per il podio, con la chance di farcela dopo un lungo inseguimento. L’incidente ha fatto discutere, ma alla fine Marquez è stato punito dalla direzione gara. Un minuto di penalità (ventitreesimo in classifica invece che terzo): e a me sembra una giusta decisione perché Marc è stato troppo spesso criticabile per eccessiva aggressività, e finora l’aveva sempre passata liscia. Bravo anche Simone Corsi, quarto a 14 secondi da Andrea e a soli 2 dal terzo.

La MotoGP è stata meno vivace, però come al solito molto interessante: Jorge Lorenzo alla terza vittoria stagionale e leader, Pedrosa ancora una volta bloccato quando stava per farcela, quando stava per vincere finalmente nel 2012; e Andrea Dovizioso, terzo, capace di stare davanti a Stoner e al compagno di squadra Crutchlow. Le Yamaha sono le moto più bilanciate e si è visto che stressano meno le gomme, le Honda sono potentissime ma non hanno le scarpe più adatte. E la Ducati? In crescita se guardiamo al crono di Vale (settimo a 17 secondi) in termini di tempo secco sul miglior giro. Mezzo secondo è il gap attuale. Ma Ducati in stallo se il confronto è con il 2011, quando Rossi fu quinto a sette secondi dal primo. Come dire che la concorrenza è cresciuta più sul passo gara che sulla prestazione assoluta. Ma tanto resta ancora da fare.

La corsa di Valentino è stata combattuta, a lungo, con il bravo Stefan Bradl in costante crescita; poi il 46 ha staccato il tedesco con classe ed è andato a prendere Bautista, ma senza poterlo attaccare. Hayden nono, a sette secondi da Bradl, non può certo dirsi soddisfatto; indietro anche Pasini e Petrucci, però ampiamente giustificati dalle loro moto: troppo lente le CRT sulla pista più veloce del mondiale.

In Moto3 altro successo per Vinales, uno che va di corsa. Bella gara, tutta vissuta sulla fuga di Maverik e nove piloti ad inseguirlo senza risparmiarsi gli attacchi. Peccato che i due italiani di punta sono partiti male: Fenati, buttato fuori al primo curvone e precipitato in ventesima posizione, ha potuto recuperare fino ad accodarsi ai primi nel finale. Il nono posto (davanti a Salom) non premia la sua generosità: stava girando due secondi più veloce di tutti, ancora due giri ed era sul podio! Altro che meteora, come qualcuno stava cominciando a sussurrare: Romano è davvero un fenomeno e lo confermerà. Niccolò Antonelli era ancora più veloce fino a metà gara, ma poi è stato rallentato da un guaio alla moto: dodicesimo il magro bottino. Ma anche lui vale molto di più.

NOTA: L'articolo di Cereghini è stato scritto prima della rettifica della squalifica di Marc Marquez.

Andrea Iannone

by Nico Cereghini

Andrea Iannone - what a race! His ride was the outstanding performance of the Catalunya GP and his win alone in Moto2 over Luthi and Marquez was worth the price of admittance for the 80,000 spectators at Montmelò. However, they probably didn’t appreciate the Italian's success over local riders on the Catalan track. Iannone was precise, consistent, focused and ready to react to attacks from the Swiss and Spanish riders. In other words - unstoppable! Iannone hasn't won since last September in Aragona but his all new bike made for hard work. Now he's back in the fight for the title. We feel sorry for Pol Espargaro who, when he tried to dive down the inside of Marquez was unlucky as the pair touched. Pol suffered a heavy high-side on to the gravel just a few laps from the chequered flag putting an end to his fight for the podium after a long chase. The incident caused some controversy and race control later gave Marquez a one minute penalty (twenty-third in the standings instead of third). We feel it was the right decision because Marc has been frequently criticised for being too aggressive but so far has escaped any punishment. Simone Corsi also rode well to finish 14 seconds behind Andrea and only 2 seconds away from third place.

The MotoGP was less lively but fascinating as usual. Jorge Lorenzo took his third win of the season to extend his position as leader. Pedrosa once more lost out as he swapped the lead in the battle for his first win of 2012 and Andrea Dovizioso finished third ahead of Stoner and his team mate Crutchlow. The Yamahas were clearly the best balanced bikes and took less out of their tyres than the others and, although the Hondas are extremely powerful, they didn't have the tyres to match. And Ducati? Definitely a work in progress if we look at Valentino's (seventh place and 17 seconds behind the winner) clean time on his best lap. The actual gap is half a second. Ducati however is in a standstill situation if we make a comparison with 2011 when Rossi finished fifth, only seven seconds behind the winner. It's as if the competitors have improved their race pace rather than their absolute performance. There's still a lot of work to be done.

Valentino's race was a long and hard fought battle with Stefan Bradl who is constantly improving. The number 46 found some extra pace and overtook the German in a classy move then set off in pursuit of Bautista but failed to get into a position to launch an attack. Hayden finished ninth, seven seconds behind Bradl but far from satisfied; Pasini and Petrucci finished further back but this was hardly unexpected due to the machines they were riding. The CRT bikes were just too slow on the fastest track in the championship.

In Moto3, another victory for Vinales who won in an emphatic fashion. Maverik broke away from the leading group of nine riders then extended his lead in this tightly contested race. It was a shame that the two main Italian riders had bad starts. Although Fenati was pushed wide at the first corner and dropped to twentieth place, he managed to make up lost ground and reach the leading group. His ninth place (ahead of Salom) however doesn't really do him justice. He was lapping two seconds faster than anyone else and just two more laps would have seen him on the podium! He is certainly not a flash in the pan and his performance has certainly not gone unnoticed. Beyond doubt, Romano has a very special talent and this confirms it. Niccolò Antonelli was even faster until mid race when a mechanical problem put paid to his challenge. Twelfth place was a poor result for a rider who deserves much better.

PS: Cereghini's article was written before the rectification of Marc Marquez's disqualification.

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