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DAINESE SUPERBIKE TT RACE REPORT

03 June 2012 | News

by Phil Wain

La parola leggenda di solito è troppo usata, esagerata ed enfatizzata. Ma nel caso di John McGuinness, è una parola totalmente appropriata. Il pilota della Honda TT Legends ha dimostrato di appartenere a una categoria a sé stante, vincendo sabato nei 6 giri della competizione nella classe Superbike nell’ambito delle gare del Tourist Trophy nell'Isola di Man. Si tratta della sua diciottesima vittoria e del trentaquattresimo podio TT in totale. Dopo aver vinto all’inizio la sfida con l’australiano Cameron Donald, McGuinness si è guadagnato il primo posto nel secondo giro e non si è più guardato indietro.

Fu nel 1999 che il pilota di Morecambe vinse la TT per la prima volta, ma pochi si sarebbero aspettati che ne vincesse 18, un totale che potrebbe ancora salire nei prossimi giorni. McGuinness analizza il proprio stile di guida e nonostante non incarni lo stereotipo di pilota moderno (allenarsi e mangiare sano non si adattano al suo stile!), la sua esperienza non ha rivali. Adora l’Isola di Man, non solo per le gare ma anche per la storia e l’isola stessa, ed è in grado di inserire una marcia in più quando gli avversari sono già al limite. Pur emergendo fra gli altri, McGuinness è anche modesto, il preferito dei fan, uno che rimane umile oggi esattamente come quando ha vinto la sua prima gara tanti anni fa.

È una bella sensazione” ha detto McGuinness, sostenuto dall’asso della Formula uno Mark Webber.Ho vinto alcune volte da queste parti in passato e, ad essere onesti, non so mai cosa dire e non mi dispiace essere ancora al primo posto, si è trattato solo di me, del circuito e del cronometro. Come prima cosa c’erano molte foglie sul percorso e io ero un po’esitante al primo giro, stavo cercando di trovare la mia andatura in gara. In seguito le condizioni sono migliorate e mi sono sentito più forte, quindi ho solo letto i miei tempi quando ho raggiunto il primo posto.

All’inizio Cameron aveva preso il ritmo giusto, quindi dopo due fantastici pit stop, ho fatto degli ottimi terzo e quinto giro, toccando tutti i miei massimi e concentrandomi molto. C’era molta folla e io ero emozionato quando ho superato Creg all’ultimo giro poiché mi ha ricordato come salutavo Joey (Dunlop) tanti anni fa!

Anche Guy Martin era competitivo all’inizio, dopo aver eseguito un perfetto giro d‘apertura a 210 km/h. Il pilota della Tyco Suzuki era solo staccato di una manciata di secondi alla fine del secondo giro e si trovava in terza posizione quando ha fatto il primo pit stop. Tuttavia, nonostante il cambio dello pneumatico posteriore, ci sono stati problemi con il perno della ruota posteriore, per cui non è stato in grado di cambiare lo pneumatico al secondo pit stop (fine del quarto giro) e quindi ha fatto i quattro giri finali con lo stesso pneumatico.

Invece di ritirarsi, Guy è andato coraggiosamente avanti, ma non è riuscito a trattenere Bruce Anstey per il terzo posto. Si è guadagnato il quarto, accumulando delle importanti informazioni per il TT Senior di venerdì.

Più tardi, un saggio Guy ha dichiarato: “Nei primi due giri non ho avuto dei problemi reali di cui valga la pena parlare, ma dopo il pit stop abbiamo avuto dei piccoli contrattempi che ci hanno fatto scendere al ritmo di John e Cameron. Quando il perno posteriore ha provocato un problema non avevamo più la possibilità di vincere e ho continuato solo per finire. In generale il rendimento e la manovrabilità della moto sono stati ottimi. So di poter essere veloce, come abbiamo dimostrato al primo giro e che la squadra è in grado di affrontare la cosa, quindi abbiamo ancora un’occasione nella Senior. Siamo venuti qui ben preparati, ma non si possono fare le prove per il TT e può succedere di tutto.

Il suo compagno di scuderia Conor Cummins non è stato schierato nella prima gara del Tourist Trophy della settimana per ragioni di sicurezza dopo una consultazione tra il pilota di casa, il manager della squadra Philip Neill e il personale sanitario della Scott physiotherapy . Nonostante si sia allenato per quattro giorni, la lesione alla mano che Conor ha subito durante la North West 200 gli sta ancora causando dei disagi considerevoli e sarà riesaminata prima della Supersport e della Superstock di lunedì.

La decisione è stata quella corretta. Ovviamente sono abbattuto, ma si tratta solo di dare del tempo alla mano. Ho notato il cambiamento dopo un solo giorno e questo è servito a far scendere il gonfiore e i lividi sono molto diminuiti. Grazie ai ragazzi della squadra per l’aiuto e al mio Medico e al team di Isla Scott. Altre sessioni di camera iperbarica e tanto riposo, faranno il resto.

Comunque, la sua partecipazione al resto della settimana è ancora in dubbio e, se ci sarà, sarà ovvio che non potrà correre al massimo del suo potenziale. È una crudele sfortuna che con una squadra e un’opportunità così grandi, sia rimasto fuori senza averne colpa. Ma non è ancora finita e non sorprendetevi se Conor riprende la sua posizione di partenza lunedì.

by Phil Wain

The word legend is often over used, over exaggerated and over emphasised. But in John McGuinness’ case, it’s a word totally befitting of the man. The Honda TT Legends rider was again in a class of his own as he won Saturday’s 6-lap Superbike race at the Isle of Man TT Races. It was his 18th win and 34th TT podium in total. Overcoming an early challenge from Australian Cameron Donald, McGuinness seized the lead on the second lap and never looked back.

It was back in 1999 when the Morecambe rider first won at the TT but few would ever have expected him to go on to win 18, a total that could well increase during the next few days. McGuinness thinks about his racing and although he doesn’t fit the modern stereotype racer (training and eating the right things don’t fit into his regime!), his experience his second to none. He loves the Isle of Man, not just the racing but also the history and the island itself, and he’s able to move into top gear when his rivals are already there. A class act, McGuinness is also modest, a fans’ favourite who remains as humble today as what he was when he won his first race all those years ago.

This feels pretty special,” said McGuinness, who was supported by Formula One ace Mark Webber. “I’ve won a few around here in the past and, to be honest, I never know what to say and going off at number one again, it was just me, the track and the stopwatch. There were a lot of leaves on the track first thing and I was a bit tentative on the first lap, just feeling my way into the race. After that though, conditions were good and I felt strong everywhere, so I just read my boards once I’d got the lead.

Cameron was really on it to begin with it so, after two fantastic pit stops, I had a real good go on laps three and five, hitting all my apexes and concentrating really hard. There was a big crowd out there and I got a bit emotional when I went through the Creg on the last lap as it reminded me of how I used to wave at Joey (Dunlop) all those years ago!

Guy Martin was also in contention in the early stages after producing a standing start opening lap of 130mph. The Tyco Suzuki rider was only a handful of seconds adrift at the end of the first two laps and was lying in third place when he came in for his first pit stop. However, although the rear tyre was changed, problems with the rear wheel spindle meant he was unable to do the same at the second pit stop (at the end of the fourth lap) and so completed the final four laps on the same tyre.

Instead of retiring, Guy valiantly carried on but was unable to hold off Bruce Anstey for third place. He eventually took fourth place, also accumulating vital information for Friday’s Senior TT.

Speaking later, a philosophical Guy said; “On those first two laps we’d no real problems worth mentioning but after the pit stop we had a couple of small issues that dropped us off John and Cameron’s pace. By the time the rear wheel spindle caused a problem we were out of the race for the win and I just rode it to the finish. The general handling and performance of the bike was very good. I know I can do the speeds, as we proved on that first lap and the team can do the business, so we’re still in with a chance in the Senior. We’ve come here well prepared, but you can’t test for the TT and anything can happen.

His team-mate Conor Cummins was withdrawn from the first race of TT week on safety grounds after consultation between the Manx rider, team manager Philip Neill and the Scott physiotherapy team. Despite practicing for four days, the hand injury Conor sustained at the North West 200 is still causing him considerable discomfort and will be re-assessed prior to Monday’s Supersport and Superstock races.

It was the correct decision. I’m obviously gutted but it’s all about giving the hand time. I’ve noticed the change in just one day and it has helped the swelling to go down and the bruising is a lot less. Thanks to the boys in the team for their help and to my Doctor and Isla Scott’s team. Some more Hyperbaric chamber visits and plenty of rest should do the trick.

However, his participation in the remainder of the week must be in doubt and, if he does, it’s clear he won’t be able to ride at his full potential. It’s cruel misfortune that, with such a great team and opportunity, he’s been left on the sidelines through no fault of his own. It’s not over yet though so don’t be surprised if Conor does take his starting slot on Monday.

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LAST PRACTICE SESSION

02 June 2012 | News

by Phil Wain

Dopo una giornata nuvolosa e fresca, il bel tempo ha fatto ritorno sull’Isola di Man ancora una volta di venerdì, quindi le aspettative per l’ultima sessione di prove libere serali erano alte. Purtroppo però, una perdita di olio sul circuito, rendendolo inagibile, ha spento tutte le speranze. Con le intere sezioni di Barregarrow e Ballaugh interessate, era possibile fare solo due giri e le Superbike non sono uscite per niente. Questo dopo una sessione del giovedì sera che era stata anche interrotta e si era svolta in condizioni di tempo nuvoloso, quasi al buio, sebbene i veterani Bruce Anstey e Michael Rutter avevano completato il giro a più di 200 km/h.

Una perdita d’olio al Sarah’s Cottage è stata la causa dell’interruzione di giovedì sera e con la bandiera rossa dalla linea di partenza fino a Cronk y Voddy, c’è stato un ritardo di 25 minuti prima di poter riprendere le prove alle 20:05, con la sessione di Superbike, Superstock e Supersport. In quel momento comunque, la temperatura era scesa e la luce stava calando, quindi venerdì sera rappresentava l’ultima occasione per i piloti di apportare i cambiamenti dell'ultimo minuto prima della gara di 6 giri di sabato.

Il sole è tornato ed eravamo tutti pronti per una emozionante sessione finale ma, quando la Supersport e Lightweight avevano completato un solo giro, è diventato chiaro che le condizioni della pista non erano quelle ideali. Un mezzo da 600cc aveva subito lo scoppio del motore nella parte alta di Barregarrow, facendo scendere l’olio giù verso il basso, mentre un incidente a Ballaugh (in cui il pilota non ha subito ferite) ha lasciato molti rottami sul percorso. Questo non ha lasciato molta scelta agli organizzatori, se non quella di mettere fine alla sessione.

Entrambi i piloti della Tyco Suzuki, Guy Martin e Conor Cummins, hanno completato alcuni giri significativi con i loro mezzi da 600cc. Guy usciva per la prima volta giovedì dopo la ricostruzione totale della moto a causa dell’incidente di North West 200.

Per quanto riguarda Conor, la sua andatura è cresciuta costantemente durante la settimana e ha fatto il miglior giro sulla sua Superbike a 200 km/h ma con la sua mano destra, quella del gas e del freno, che ancora gli causa dolore, la sua partecipazione alla gara di Superbike è ancora in dubbio.

Difficile spiegare come sento la mano. Non è dolore, ma è come se pulsasse costantemente e non voglio prendere antidolorifici o fare iniezioni, è troppo pericoloso farlo in queste circostanze, perché bisogna sapere fino a dove ti puoi spingere. Ci stiamo lavorando e faremo del nostro meglio. Devo solo stringere i denti e andare avanti. Ma se saltare la gara di sabato servisse per essere pronto per le quattro successive, lo farò”.

Guy ha completato il secondo giro sulla sua Supersport, e con le bandiere gialle su varie parti del circuito e il sole basso, ha fatto un tentativo di giro a 195 km/h. Comunque farà la gara di Superbike grazie alla sicurezza che gli ha dato il proprio risultato di mercoledì sera, 208 km/h, che lo posiziona quarto sulla griglia di partenza dietro il trio Honda composto da John McGuinness, Cameron Donald e Bruce Anstey.

Non mi lamento dei risultati della settimana. Le ultime due sessioni potevano andare meglio, ma è stato lo stesso per tutti. La sicurezza è di primaria importanza e gli organizzatori hanno preso la decisione giusta quando non c’era alcun ferito, e questa è la cosa più importante. La Superbike è pronta all’azione e noi faremo del nostro meglio e vedremo cosa ne verrà fuori. Non è possible forzare un risultato, ma sono certo che ci siamo quasi.

Se da un lato la sessione di prove libere è finita un po’ sottotono, nel paddock non si parlava che della presentazione delle nuove moto MotoCzysz. Dato che le moto americane hanno vinto le ultime due gare TT Zero, si parlava molto dell’eventualità che le moto elettriche possano raggiungere o meno i 160 km/h . Pilotate nuovamente da Michael Rutter e Mark Miller, c’è speranza che sia raccolta la sfida lanciata quest’anno da John McGuinness sulla Mugen Shinden.

by Phil Wain

After a day of cloud and cooler weather, beautiful weather returned to the Isle of Man once more on Friday and so expectations were high going into the final evening’s practice session. However, it all came to nothing as an oil spill left the course unrideable. With the top to the bottom of Barregarrow and Ballaugh sections affected, only two laps of solo practice were possible and the Superbikes failed to get out at all. That followed a Thursday evening session that had also been interrupted and was held in cloudy, almost dark, conditions although veterans Bruce Anstey and Michael Rutter did lap at over 128mph.

A spill at Sarah’s Cottage was the cause of the interruption on Thursday evening and with a red flag being displayed from the startline to Cronk y Voddy, there was a 25-minute delay before practice resumed at 8.05pm with the session for Superbike, Superstock and Supersport machines. By that time though, the temperature had dropped and the light was fading so Friday evening presented a final opportunity for riders to make last minute adjustments in preparation for Saturday’s opening 6-lap race.

The sun returned and we were all set for a thrilling final session but with the Supersport and Lightweight session only one lap old, it soon became clear that track conditions weren’t ideal. A 600cc machine had suffered a blown engine at the top of Barregarrow depositing oil down to the bottom, whilst a crash at Ballaugh (the rider was uninjured) left more debris on the track. That left organisers little option other than bring the session to an end.

Both Tyco Suzuki riders, Guy Martin and Conor Cummins, managed some important laps on their 600cc machinery, Guy only having got out on his for the first time on Thursday after the bike had to be completely rebuilt due to his North West 200 crash.

For Conor, his pace had steadily increased throughout the week and posted a best lap on his Superbike at 124.908mph but with his right hand – the throttle and brake hand – still causing him pain, his participation in the Superbike race remains in doubt.

It’s hard to explain how the hand feels. It’s not typically painful but just constantly throbs and I don’t want to be taking any painkillers or injections – it’s too dangerous around here to be doing that as you have to know how tight you’re holding on. We’ll just work around it and do the best we can. It’s just a matter of gritting my teeth and getting on with the job. But if it means sitting out Saturday’s race to be ready for the other four, that’s what I’ll do

Guy completed a second lap on his Supersport machine, but with yellow flags being waved on various parts of the circuit and difficulty with low sun, a tentative lap of 120.814mph was posted. He’ll go into the Superbike race though full of confidence with his Wednesday evening lap of 128.866mph placing him 4th on the leaderboard behind the Honda trio of John McGuinness, Cameron Donald and Bruce Anstey.

I can’t complain how the week has gone. The last two sessions could have been better but it was the same for everyone. Safety’s paramount and the organisers made the right decision whilst no one was seriously hurt so that’s the main thing. The Superbike’s good to go so we’ll give it our best shot and see what happens. You can’t force a result around here but I’m confident we’ll be there or thereabouts.

If the practice ended on a bit of a low note, there was plenty of interest in the paddock with the unveiling of the new Motoczysz bikes. With the American bikes having won the last two TT Zero races, a lot of talk has centred around whether or not the first 100mph will be achieved by the Electric bikes. Ridden again by Michael Rutter and Mark Miller, there’ll be hoping to see off the challenge presented this year by John McGuinness on the Mugen Shinden bike.

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GUY MARTIN: TWO WEEKENDS

14 May 2012 | News

by Gary Inman

Weekend 1

The Cookstown 100 road races in Northern Ireland are the traditional season opener for the real road racing year. This is a National Irish race, on a tight, bumpy, dangerous circuit that still attracts big name TT riders. Dainese's Guy Martin lines up next to Ryan Farquhar, Michael Dunlop and other top riders. He’s racing both his 1000cc Superbike and 600cc Supersport Suzukis. It's a good start to the day for Guy as he takes a win in the first of the day’s Superbike races on his Tyco TAS Suzuki GSX-R1000.
In Superbike race two he is battling for the lead with Farquhar, the most dominant Irish road racer of all-time, when the Kawasaki rider forces Guy off the track as the pair battle for the lead.
Guy leaves Cookstown full of confidence. ‘It’s the first time I’ve ridden the Superbike in eight months, I got a win and set the fastest lap. The team and those other boys know I mean business.’
 

Weekend 2

What does professional road racer Guy Martin do on a spare weekend? Race a motorcycle, for fun, of course. The weekend after Cookstown, Guy was at a cold and wet Cadwell Park in his home county of Lincolnshire. He was there to race a classic Suzuki XR69, a replica of the great-great-grandfather of his current race bike, the Suzuki GSX-R1000. This is racing for fun, not money. He sits in the back of a rusty van, talking to his friends and family and drinking tea, as he waits for his race to be called.
It’s May, but colder than Christmas Day. Guy’s first race is delayed by a hail storm. When it is finally time to go out, Guy wins both his races in style. ‘There are plenty of other things I could be doing today, but nothing I’d rather be doing,’ he explains, as he wraps his hands around a mug of tea to warm up.


Photo credit: TAS Suzuki; www.KineticImages.co.uk

 

by Gary Inman

Weekend 1

The Cookstown 100 road races in Northern Ireland are the traditional season opener for the real road racing year. This is a National Irish race, on a tight, bumpy, dangerous circuit that still attracts big name TT riders. Dainese's Guy Martin lines up next to Ryan Farquhar, Michael Dunlop and other top riders. He’s racing both his 1000cc Superbike and 600cc Supersport Suzukis. It's a good start to the day for Guy as he takes a win in the first of the day’s Superbike races on his Tyco TAS Suzuki GSX-R1000.
In Superbike race two he is battling for the lead with Farquhar, the most dominant Irish road racer of all-time, when the Kawasaki rider forces Guy off the track as the pair battle for the lead.
Guy leaves Cookstown full of confidence. ‘It’s the first time I’ve ridden the Superbike in eight months, I got a win and set the fastest lap. The team and those other boys know I mean business.’
 

Weekend 2

What does professional road racer Guy Martin do on a spare weekend? Race a motorcycle, for fun, of course. The weekend after Cookstown, Guy was at a cold and wet Cadwell Park in his home county of Lincolnshire. He was there to race a classic Suzuki XR69, a replica of the great-great-grandfather of his current race bike, the Suzuki GSX-R1000. This is racing for fun, not money. He sits in the back of a rusty van, talking to his friends and family and drinking tea, as he waits for his race to be called.
It’s May, but colder than Christmas Day. Guy’s first race is delayed by a hail storm. When it is finally time to go out, Guy wins both his races in style. ‘There are plenty of other things I could be doing today, but nothing I’d rather be doing,’ he explains, as he wraps his hands around a mug of tea to warm up.


Photo credit: TAS Suzuki; www.KineticImages.co.uk

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