VALENTINO CAPITALIZZA NELLA SCIA DI STONER
26 October 2009 | News
Grande Casey Stoner! E’ da lui che bisogna partire. Completamente ritrovato, l’australiano della Ducati vinceva dal 2007, a Phillip Island, e anche questa volta ha fatto una gara impeccabile. Adesso tutti sanno che per la stagione 2010 ci sarà anche lui a combattere per il titolo, più pericoloso che mai dopo essere uscito bene dalla crisi. Poi Valentino. Sono convinto che sia sincero, Rossi, quando dice che questo secondo posto lo ha divertito ed appagato: “il più bel secondo posto della mia carriera”, ha dichiarato subito. Venti punti più di Lorenzo, rivale diretto per il titolo, appagano completamente.
Molti si chiedono: avrebbe potuto vincere, Vale? E io dico che sì, credo che senza doversi impegnare nei ragionamenti iridati se la sarebbe giocata in un altro modo; ma questa volta non poteva spingere oltre il 90-95% delle possibilità, non poteva assolutamente sbagliare, e se tenendo del margine avesse messo le ruote davanti a Stoner, bene, allora ci avrebbe provato fino all’ultima curva. Ma sempre, lo sottolineo, senza spingere a tutta. E Casey, invece, era fortissimo: domenica ci voleva il 101% per tenerlo dietro sotto la bandiera a scacchi.
Jorge Lorenzo invece ha fatto un errore imperdonabile, certo, perché adesso deve attaccarsi alla matematica per sperare, e nemmeno lui ci crede più. Ma se grandi sono state le conseguenze, l’errore invece era piccolo. Lui voleva impostare esterno, sapendo che in quel primo curvone, con la partenza da fermo, c’è la possibilità di guadagnare posizioni. Ma si è trovato troppo vicino ad Hayden, Kallio lo chiudeva sulla destra, e così ci ha provato lo stesso ma ha rischiato un po’ troppo. Cinque centimetri di corridoio in più e impostava la curva in ottima posizione, al terzo o quarto posto.
Invece è volato via. A centottanta all’ora nella ghiaia pesante. E meno male che è protetto bene: le placche in titanio del guanto hanno scongiurato ferite profonde e devastanti alla mano destra, e il sistema D-Air gli ha salvato la spalla. Ma come dice il mitico dottor Costa fanno più male le ferite dell’anima, e su questo piano Jorge deve soltanto credere in se stesso e nelle sue enormi potenzialità. Deve soltanto restare più freddo in certe fasi delle stagione.
Marco Simoncelli, per chiudere. Che bravo che è stato sul magico toboga australiano! Sesta vittoria per lui, proprio come Valentino. Un Sic così forte che la concorrenza, sorpresa, si è suicidata: Bautista volando quando assolutamente non doveva farlo, Aoyama perdendo un sacco di tempo nella fasi cruciali e chiudendo soltanto settimo. Così, dietro a Barbera, al terzo posto è bello trovare il bravissimo Raffaele De Rosa. Primo podio in duemmezzo per lui, e con la pole addirittura! Ma era proprio la giornata dei colori italiani: rosso Ducati, oro puro per Rossi e per Simoncelli che deve ancora puntare al titolo mondiale. Perché adesso può farcela con soli dodici punti di ritardo.
Di Nico Cereghini
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