STONER DOMINA, LORENZO DIFENDE
20 October 2010 | News | Nico Cereghini
Una trasferta molto difficile questa australiana, per molti un trasferta buttata. Perché con tutto quel freddo e quella pioggia che hanno perseguitato le prove, soltanto due piloti sono stati capaci di inventarsi il setting giusto per la corsa: Stoner e Lorenzo. Gli altri non hanno potuto far altro che difendersi alla meno peggio. E in qualche caso, come per Pedrosa e Capirossi, hanno dovuto rinunciare in partenza; oppure, come è accaduto a Dovizioso, la resa è arrivata nei primi giri di gara.
Anche Valentino è da mett5ere, controvoglia certamente, tra i frustrati. Sì la sua sfida con Hayden, compagno di squadra dell’immediato futuro, è stata bella e anche vivace; e il podio una specie di ciliegina sulla torta. Ma le due fette più grosse del dolce se le sono mangiate i due protagonisti assoluti e anche a Vale sono rimaste le briciole. Prendere diciotto secondi dal leader non è certamente da Rossi. Che si è consolato nel dopogara con la promessa di Furusawa: il biondo avrà il permesso di provare la Ducati subito dopo Valencia, senza aspettare la scadenza naturale del contratto al 31 dicembre. Per Vale è un bel sospiro di sollievo alla vigilia della sua nuova avventura, per Yamaha un bel gesto di sportività e riconoscenza.
Non che Jorge, secondo al traguardo, sia apparso completamente appagato: Casey questa volta guidava come un Dio, imprendibile anche per il fresco campione del mondo. Quando l’australiano gioca in casa vince sempre: ora sono quattro successi consecutivi. E inoltre la supremazia della Desmosedici è sembrata davvero schiacciante. Ecco chi ricorderà questo GP d’Australia con grande nostalgia: Stoner e Ducati. Lorenzo attende gli ultimi due Gp per vincerne almeno uno e legittimare il suo titolo.
Ma anche Supersic è felice: Marco ha chiuso a sette secondi dal podio. Il sesto posto così vicino al terzo è già buono da solo, ma la cosa più bella è stata la battaglia che Simoncelli ha fatto con Rossi ed Hayden prima, con Ben Spies dopo. E anche se tutti e tre gli sono finiti davanti, Edwards è dietro. E, soprattutto, il nostro ha mostrato grinta, velocità, costanza fino alla bandiera a scacchi. Per la prima volta, Sic è tra i grandi della MotoGP; e chissà quanto meglio avrebbe potuto fare, in questa sua prima stagione nella categoria più complicata della storia della moto, se soltanto la Honda lo avesse supportato un po’ prima con l’assistenza all’elettronica.
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