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REMEMBERING SIC, CELEBRATING BRADL

08 November 2011 | News

by Nico Cereghini

Si è chiuso con un prodigio, il più tragico dei campionati che ricordiamo: quindici giorni dopo la scomparsa di Marco, un pilota del suo team, del team Gresini, ha vinto una corsa difficilissima. Michele Pirro, pugliese, pilota della Moto 2, non aveva ancora vinto un GP mondiale ed ha fatto la pole e poi dominato la gara dal primo all’ultimo giro con l’autorità del campione consumato. "C’era Marco con me –ha detto dopo, con molta tenerezza- e gli ho parlato un mucchio di volte pregandolo di tenermi su, che avevo anche paura, perché l’asfalto cambiava continuamente mentre pioveva e poi smetteva di piovere".
Era già successo qualcosa del genere nel 2003, sempre nella stessa squadra. Appena spentosi Kato dopo quindici giorni di coma, il 27 aprile Sete Gibernau trionfò nella seconda prova, in Sud Africa, con la Honda MotoGP di Daijiro. Lì Sete aveva già vinto una gara, con la Suzuki 500, due anni prima, ma in ogni modo non era mai stato protagonista e invece lo diventò, restando ai vertici per due stagioni come l’anti-Rossi per eccellenza. Anche questa volta Pirro è salito sul podio guardando il cielo e indicando con il dito chi lo aveva aiutato.
Tutto il paddock si è fermato, prima della 125, per ricordare Marco Simoncelli nel modo indicato da papà Paolo: non con un minuto di silenzio, ma piuttosto con un minuto di fracasso. A Supersic sarebbe piaciuto. Quasi novanta moto in pista, prima un giro lento e poi tutte allineate sulla griglia, con Schwantz davanti al gruppone sulla Honda numero 58. Tanta commozione in pista e sulle tribune. Poi le gare. Non tanto belle. Nico Terol ha vinto il titolo della 125 quando Zarco è caduto, Stefan Bradl quello della Moto2 già da sabato, quando Marques ha annunciato il definitivo forfait per i postumi della caduta di Sepang. Il tedesco si è meritato il titolo, comunque, soprattutto con le bellissime gare della prima metà della stagione.
MotoGP ancora disastrosa. Soprattutto per Valentino che incappa nel quarto zero consecutivo. Un finale di stagione terribile, peggiore addirittura dell’avvio, il che è tutto dire. Questa volta è stato Bautista a sbagliare la prima staccata, e la sua Suzuki ha falciato le due Ducati ufficiali e anche quella di De Puniet proprio nella gara che si annunciava competitiva per le moto italiane... Puntava al podio, Rossi, partiva dalla seconda fila ed aveva preparato una bella maglia celebrativa per Supersic, da infilare nel giro d’onore. Invece non ha fatto che poche centinaia di metri. Per fortuna nessuno si è fatto male. La gara ha visto un grande Stoner al decimo successo del 2011, una super Honda che ha sverniciato la Yamaha di Spies sul dritto della volata, un ottimo Andrea Dovizioso che, con l’ennesimo podio, conquista il terzo posto finale in campionato ai danni di Pedrosa, prima di passare alla Yamaha.
Resta il gelo nel cuore per il dramma di Marco, e il lungo inverno senza corse non ci aiuterà.
by Nico Cereghini

The most tragic championship we can remember ended with a miracle: a fortnight after the death of Marco, a rider in his team, Gresini, won an extremely difficult race. Michele Pirro, from Puglia, Moto 2 rider, had never yet won a world class GP, yet first he got the pole and then dominated the race from the first to the last lap with the confidence of a perfect champion. "Marco was there with me - he said afterwards, visibly moved, - and I talked to him all the time, begging him to keep me upright as I was scared with the tarmac changing continuously as it rained intermittently".
A similar thing happened in 2003 when, immediately subsequent to Kato's death after a fortnight in coma, on 27 April Sete Gibernau triumphed in the second race of the season in South Africa, with Daijiro's Honda MotoGP. Sete had already won a race there with the Suzuki 500, two years previous, but had never really made the headlines, but this time he did, staying at the top for two seasons as the anti-Rossi par excellence. This time too Pirro climbed onto the podium looking up and indicating with his finger who had helped him.
The entire paddock stopped, before the 125, to remember Marco Simoncelli as his father had requested, not with a minute of silence but with a minute of roaring din. Supersic would have liked it. Almost ninety bikes on the track, first a slow lap and then all lined up on the starting grid, with Schwantz at the front of the group on the Honda number 58. Emotions flowing on and off the track.
Then the races. Not particularly outstanding. Nico Terol won the 125 title when Zarco fell, Stefan Bradl had already won the Moto2 on Saturday when Marques announced his definitive default due to the after effects of his fall in Sepang. The German did however deserve the title, especially considering the fantastic performances of the first half of the season.
MotoGP another disaster. Especially for Valentino who got his fourth zero in a row. A terrible end of season, even worse than the start, which is saying a lot. This time it was Bautista who misjudged the first corner with his Suzuki mowing down the two official Ducatis and De Puniet in a race that had promised well for the Italian bikes... Rossi had been heading for the podium and had even prepared a celebratory shirt for Supersic, to wear on the lap of honour. Instead he only got a few hundred metres down the track but luckily no-one was hurt. The race itself was dominated by a great Stoner at his tenth victory of the season, a super Honda which outstripped Spies' Yamaha in the final straight, an excellent Andrea Dovizioso who with his umpteenth podium won third final place in the championship, outseating Pedrosa, before moving over to Yamaha.
The tragedy of Marco leaves a heaviness in the heart that won't be easy to get over, and the long winter ahead with no races won't help.
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Simoncelli è ancora virtualmente in ballo, 21 punti meno di Aoyama, però sperare non è sportivo, nei panni del giapponese... Siamo all'ultima del campionato: che sia una bella gara in 250 e anche in MotoGP. Valentino, Jorge, poi Casey e Dani: siete i nostri eroi.

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