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JORGE'S EIGHTH WIN

03 November 2010 | News

by Nico Cereghini Jorge Lorenzo’s eighth win arrived on what first appeared to be Valentino Rossi’s day. Valentino was the racer in best position after the warm-up in Estoril, and it was the same Number 46 who instantly broke out into the lead ahead of everyone with Lorenzo behind – by only a few seconds, if you will, but seconds behind for a while just the same. Lorenzo eventually caught up and then blew right past for a clear win.
Rossi took the loss philosophically: the year before, things had gone even worse, and all in all, Lorenzo just runs too fast on the Portuguese track and has been winning there since 2008. The big thing for Val was that his shoulder didn’t seem to cause any trouble and that this extremely taxing challenge ended up as an excellent tune-up for the next and final race in Valencia, where Val can try to win again and maybe even finish second in the final standings. Jorge Lorenzo’s M1 always seems to be perfectly tuned up, however, and this is something for Val’s team to think about. Now that both racers have signed with Ducati and the bikes will be new for both, you can’t give your adversary even the slightest technical advantage.
Lorenzo resumed winning after a 6-race fast. He had truly gotten hungry for a victory, and this was a big one that gave the World Champion the consecration necessary. It was also something of an achievement  because it came after the season’s most difficult pole position with bad weather dogging every step, and after a nasty spill that would have created more problems if not for the triggering of the D-Air that reduced the consequences to an innocent slide over the asphalt.
In the wake of these two superstars, Estoril also promoted Supersic. The highest step on the winners’ stand had been within his reach, and Dovizioso passed only with the finish line in view. Marco’s steady progress is being watched by one and all, and confirms his mastery of all the skills required to duel with even the contenders for the MotoGP title. His apprenticeship might have turned out to be harder than expected; electronics are hard to adjust and control, but the rider is there and all the motivation as well. Way to go, Supersic!
Much to the contrary, in conclusion, Number 27 is making waves again: this was the fifth stop in the season for Casey Stoner, who fell almost immediately and when he was up with the frontrunners. Over at Ducati they find it hard to conceal their relief at coming into the practiced hands of The Doctor, while more than one doubt has arisen at Honda: strong and decided, no question, but will he Casey Stoner ever become reliable as well? Whatever happened to the Casey Stoner we saw in 2007?

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L’ottava vittoria di Jorge è arrivata nel giorno che pareva di Rossi. All’Estoril era Valentino il pilota messo meglio dopo il warm-up, ed è stato ancora il 46 a scappare da solo dopo aver salutato la compagnia; Lorenzo pareva ormai staccato –soltanto un paio di secondi, ma stabili- e invece si è ripreso, ha recuperato, è passato in tromba e tanti saluti. Vittoria secca.
Rossi l’ha presa con filosofia: un anno fa era andata peggio e poi, a ben guardare, sulla pista portoghese Lorenzo è veramente troppo forte e vince dal 2008. Quello che conta, per Vale, è che la spalla si è comportata bene e che dalle prove difficilissime è venuta fuori comunque una buona messa a punto; resta Valencia per provare di nuovo a vincere e magari concludere il mondiale al secondo posto addirittura. Ma Lorenzo ha quasi sempre una M1 più a posto: è questo il punto che deve far riflettere la squadra di Vale. Adesso che si passa tutti insieme appassionatamente in Ducati, e la moto sarà nuova per tutti, non si possono concedere vantaggi tecnici agli avversari.
Lorenzo è tornato a vincere dopo dei gare di digiuno. Quel primo gradino del podio cominciava a mancare. Questa è una vittoria importante, il campione del mondo trova la  consacrazione necessaria. Ed è un bel successo perché è arrivato dopo la pole più difficile della stagione, tutti i turni bersagliati dal maltempo, e dopo una caduta che poteva diventare problematica e che il D-Air ha ridotto a una innocua scivolata.
Ma dietro ai due fenomeni,l’Estoril ha promosso anche Supersic. Il primo podio era alla sua portata, Dovizioso lo ha superato soltanto in volata sul traguardo, i suoi progressi sono ormai sotto gli occhi di tutti: Marco conferma di possedere le doti giuste per battersi tra i grandi anche in Motogp. Certo, l’apprendistato si è forse rivelato più difficile del previsto, l’elettronica è una brutta bestia da conoscere e controllare. Ma il pilota c’è, la motivazione pure. Bravo Supersic!
Al contrario, per concludere, salta fuori un’altra volta il caso del numero 27: quinto stop stagionale per Casey Stoner, caduto quasi subito e quando era nel gruppo dei primi. Alla Ducati non nascondono più il sollievo di passare nelle mani di Rossi, alla Honda serpeggia qualche dubbio: questo Casey, così forte e così deciso, potrà mai diventare anche affidabile? Lo Stoner del 2007 dove è finito?

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46 PAROLE PER L'ESTORIL

29 October 2010 | News

by Nico Cereghini

Si torna in Europa: Estoril, dove un anno fa trionfò Lorenzo. Riuscirà, il campione del mondo, a centrare la gara dopo sei domeniche senza successi? Stoner, Pedrosa e Rossi (ordine d’arrivo 2009) proveranno a stopparlo ancora. E’ lo sport: ogni verdetto torna subito in discussione.

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We are back in Europe: Estoril, where Lorenzo triumphed a year ago. Will the World Champion be able to win again after six Sundays without successes?
Stoner, Pedrosa and Rossi (2009 top three finishers) will try to stop him again. That's sport: every verdict is put immediately under discussion.

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STONER DOMINA, LORENZO DIFENDE

20 October 2010 | News

Una trasferta molto difficile questa australiana, per molti un trasferta buttata. Perché con tutto quel freddo e quella pioggia che hanno perseguitato le prove, soltanto due piloti sono stati capaci di inventarsi il setting giusto per la corsa: Stoner e Lorenzo. Gli altri non hanno potuto far altro che difendersi alla meno peggio. E in qualche caso, come per Pedrosa e Capirossi, hanno dovuto rinunciare in partenza; oppure, come è accaduto a Dovizioso, la resa è arrivata nei primi giri di gara.
Anche Valentino è da mett5ere, controvoglia certamente, tra i frustrati. Sì la sua sfida con Hayden, compagno di squadra dell’immediato futuro, è stata bella e anche vivace; e il podio una specie di ciliegina sulla torta. Ma le due fette più grosse del dolce se le sono mangiate i due protagonisti assoluti e anche a Vale sono rimaste le briciole. Prendere diciotto secondi dal leader non è certamente da Rossi. Che si è consolato nel dopogara con la promessa di Furusawa: il biondo avrà il permesso di provare la Ducati subito dopo Valencia, senza aspettare la scadenza naturale del contratto al 31 dicembre. Per Vale è un bel sospiro di sollievo alla vigilia della sua nuova avventura, per Yamaha un bel gesto di sportività e riconoscenza.
Non che Jorge, secondo al traguardo, sia apparso completamente appagato: Casey questa volta guidava come un Dio, imprendibile anche per il fresco campione del mondo. Quando l’australiano gioca in casa vince sempre: ora sono quattro successi consecutivi. E inoltre la supremazia della Desmosedici è sembrata davvero schiacciante. Ecco chi ricorderà questo GP d’Australia con grande nostalgia: Stoner e Ducati. Lorenzo attende gli ultimi due Gp per vincerne almeno uno e legittimare il suo titolo.
Ma anche Supersic è felice: Marco ha chiuso a sette secondi dal podio. Il sesto posto così vicino al terzo è già buono da solo, ma la cosa più bella è stata la battaglia che Simoncelli ha fatto con Rossi ed Hayden prima, con Ben Spies dopo. E anche se tutti e tre gli sono finiti davanti, Edwards è dietro. E, soprattutto, il nostro ha mostrato grinta, velocità, costanza fino alla bandiera a scacchi. Per la prima volta, Sic è tra i grandi della MotoGP; e chissà quanto meglio avrebbe potuto fare, in questa sua prima stagione nella categoria più complicata della storia della moto, se soltanto la Honda lo avesse supportato un po’ prima con l’assistenza all’elettronica.

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