JORGE SCAPPA E DOMINA
21 June 2010 | News | Nico Cereghini
di Nico Cereghini
Senza Valentino, troppo facile per Jorge. Questo in sintesi il Gp d’Inghilterra a Silverstone. Superata la sorpresa del Mugello, metabolizzata la tensione che è parente della responsabilità, Lorenzo ha ritrovato il piacere di guidare la moto e ha fatto al meglio il suo dovere, dominando prove, partenza, gara. E’ la concorrenza che è saltata, sono stati Pedrosa e Stoner a bucare la quinta tappa del mondiale; ma questo naturalmente nulla toglie al valore del numero 99, arrivato alla terza vittoria su cinque gare, autore del giro veloce e record della nuova pista e infine leader incontrastato della classifica.
Centoquindici punti per Lorenzo, poi Dovizioso a -37 e Pedrosa a -42. Quindi Rossi fermo a quota 61 davanti ad Hayden con 52. Classifica lunga, controllabile facilmente da Jorge se appena manterrà questa lucidità. E i due rivali più accreditati? Pedrosa non ha avuto fortuna, due cadute nelle prove avrebbero schiantato anche un ragazzo grosso il doppio, però non basta evocare la sfortuna: si cade perché si sbaglia e si cade troppo se si sbaglia troppo. Invece Stoner non è caduto ma non riesce più a brillare, né in prova né in gara. E da quando il compagno di squadra è finalmente veloce (Hayden ha sfiorato il podio anche questa volta), lui è ancora più apatico. E forse apatico non è la parola giusta, perchè l’australiano è comunicativo, è sorridente, appare fiducioso nelle interviste del prima e del dopo; però si perde: questa volta partenza disastrosa, cinque o sei giri per trovare il ritmo, tre giri di troppo per superare un Pedrosa cotto, poca lucidità nel finale. Avrà già la testa sulla Honda HRC? Di fatto, la Ducati non è ancora riuscita a portare un pilota sul podio nelle cinque gare disputate. Ancora un quarto e un quinto posto. E questo è clamoroso perché, per quanto si vede, la Desmosedici edizione 2010 è una moto equilibrata e meravigliosa.
Un applauso speciale meritano Andrea Dovizioso e Ben Spies. Al primo manca ancora un clic per lottare davanti, per la prima posizione, e per questo onestamente fa autocritica. Però è stato tenace e coriaceo a mantenere la seconda piazza contro tutti. E inoltre sta conquistandosi la stima dei tecnici perché conosce la moto e sa svilupparla. Al texano va il riconoscimento definitivo dopo sole cinque gare: è un pilota di classe, sulla pista che era nuova per tutti lo ha dimostrato, e la cosa più importante è che sa impegnarsi con metodo, non perde mai la testa, progredisce sempre. Quasi quanto il nostro Simoncelli, che il settimo posto finale non premia come meritava. Marco è partito bene, ha lottato con i forti, non ha sbagliato niente, sta crescendo davvero.
Conclusione: Valentino da casa manda il suo messaggio: “torno subito”. Jorge da lontano risponderebbe, se potesse: “fai pure con calma”. Intanto però il 46 ci manca, manca a tutti. E le gare senza Rossi sono un’altra cosa.
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