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CENTO VOLTE ROSSI

03/04/2008

di Antonello Caliendo

125 cc: CORSI E RICORSI
Il romano Simone Corsi ha vinto la gara di Spagna in modo perfetto, senza il benchè minimo errore, portando a 19 le vittorie
italiane in terra spagnola contro le 18 dei padroni di casa, ovviamente
a cominciare dal 1987, anno in cui si è cominciato a disputare il Gran Premio di Spagna a Jerez de la Frontera. Nico Terol, ha iniziato però
le danze portandosi dopo pochi giri in testa seguito dal sempre più
promettente Bradley Smith partito in pole. Inizialmente Simone Corsi è
solo terzo, ma dopo soli pochi giri supera sia Smith e sia Terol in
gran scioltezza.
Ora Corsi è primo in classifica con 36 punti, seguito da Bradl e Terol, a 29 e 26 punti. Al tedesco è sfuggito il podio ed insieme a Smith, è una ventata di novità nel mondiale. Stefan Bradl, lo ricordiamo per chi non lo sapesse, è figlio d'arte. Il padre Helmut è stato un buon pilota una ventina d'anni fa ed ha scelto come capotecnico il suo connazionale Ralf Waldmann uno degli ultimi grandi di Germania.
Gli altri italiani finiscono così: Bianco caduto, De Rosa 13° e Iannone fuori dalla zona punti.
Cosa altro dire se non che dietro Corsi non c'è nessun altro pilota italiano in grado di competere con lui. Speriamo possa fare dei "Corsi" di recupero per gli altri italiani.

250 cc: IL PILOTA VENUTO DAL FREDDO
Kallio vince, ma i cuori palpitano per due protagonisti: Bautista e Simoncelli, autori di un grande duello senza esclusione di
colpi, fatti di sorpassi, impennate, cambi di traiettorie e scariche di
adrenalina. Purtroppo però tutte le cose belle finiscono e non sempre
bene. Questo è successo, quando Simoncelli all'ultimo giro ha tentato
di passare in un punto assurdo, cadendo rovinosamente insieme a
Bautista. Dal principio sembrava semplicemente un sorpasso impossibile, ma Bautista subito dopo ha immediatamente chiarito il dilemma: un grippaggio della sua Aprilia ha bloccato la sua ruota posteriore. Che sfortuna! E pensare che i due meritavano entrambi il gradino più alto del podio, soprattutto per l'alto livello di guida dimostrato.
Onori, comunque sia, anche a Mika Kallio e la KTM, che comunque seguiva il duo. Mattia Pasini è ancora il leader del mondiale con 45 punti e seguito da Kallio a 41 ed è stato capace di una rimonta furiosa dal 15°
posto a cui si è ritrovato nel primo giro.
Podio anche per Takahashi con la Honda, che è molto inferiore alle altre moto, perdendo così il duello con Pasini. Dopo i primi tre troviamo: Aoyama, Barbera e Debon. Roberto Locatelli ha comunque trovato modo di festeggiare sulla pista che lo scorso anno rischiò di rinchiuderlo per sempre in una casa di cura. A punti Baldolini, mentre, Luthi, cade ad alta velocità.
Insomma resta il gran dispiacere per Marco, un "Superpippo" che non
decolla.

MotoGP: IL PICCOLO GRANDE UOMO CONCEDE REPLICHE
Grande trionfo per Daniel Pedrosa, in testa dall'inizio alla fine. Perfetto, senza il minimo errore e con un'ottima Honda.
Valentino Rossi ne esce secondo, in una giornato che non
sembrava nascere sotto buoni auspici. Lorenzo è terzo, battuto quindi
da Pedrosa e da Rossi, anche se tutto sommato Jorge, dopo due gare ha già raggiunto un buon punteggio per essere un debuttante.
Stoner e la Ducati escono sconfitti da Jerez: 11° posto. Si conferma ancora una volta che tra Ducati e Jerez non c'è molta affinità.
La Yamaha si è finalmente riscattata dallo scorso anno facendo salire ben due moto sul podio. Anche i Team satellite della casa dei tre diapason stanno facendo bene, confermando il grosso lavoro di sviluppo fatto in Giappone.
Edwards non ha però convinto, è stato spettacolare solo per il "rodeo" di sabato durante le prove, mentre Toseland febbricitante non è stato in grado di fare di più.
Grande la partenza di Pedrosa e la rimonta di Rossi, quando ha visto scappare Lorenzo e Hayden. Vediamo ora gli altri italiani: Dovizioso è stato bravissimo solo i primi dieci giri, mentre De Angelis ha sempre girato nelle retrovie. Migliora la Suzuki, con Capirossi che questa volta arriva 5°.
Dopo Jerez la situazione è questa: Pedrosa a 41, Lorenzo a 36, Rossi a 31. Stoner solo 30. C'è quindi ancora di che sperare. Ma come disse un "vecchio saggio": "chi visse sperando ..........................".

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