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GRAN PREMIO DI VALENCIA

05 novembre 2007 | News

di Antonello Caliendo, D-Club member

125cc: GABOR IL CAMPIONE
L’Ungherese Gabor Talmacsi è il nuovo campione del mondo. Non c\'era mai stato un campione ungherese. E\' sicuramente una vittoria meritata. Iniziò con la Honda del team RS, poi la Malaguti, poi la KTM con cui fece perdere il titolo a Mika Kallio e quindi scaricato a fine stagione. Un pilota forte di carattere, in un catino tutto spagnolo.
Partito in testa e inseguito da Faubel, che oltre a superarlo e vincere per forza deve cercare di mettere fra loro altri piloti in modo da recuperare quei maledetti 10 punti che li dividono, tiene bene la corsa.
Sergio Gadea, il solito terzo incomodo, le prova tutte, ma troppo tardi. Durante la gara i due contendenti si sono superati svariate volte, ma sempre senza ostacolarsi.
Faubel vince in volata ma il mondiale è perso. Si consola pensando al prossimo anno, quando insieme a Mattia Pasini e Lukas Pesek, entrambi fuori dal podio, salirà in 250.
Simone Corsi finisce 12°, Raffaele De Rosa cade, Zanetti si ritira. C\'è sempre un tricolore che sventola, ma è bianco, rosso e verde, quello dell’Ungheria. Probabilmente tra qualche anno troveremo anche l’Hungaroring tra i circuiti del mondiale ed allora ci ricorderemo sicuramente di lui, faccia seria e un pò triste, ma con un carattere grande così.

250cc: UN CAMPIONE VENUTO DAL NORD
Mika Kallio vince a Valencia. Alla partenza i soliti confronti, tra Jorge Lorenzo, Andrea Dovizioso e Alex De Angelis che partito malissimo a ogni giro superava altri piloti. Lorenzo però tiene poco, Dovizioso ha i soliti problemi di motore e quindi De Angelis si ritrova in testa controllando la gara, visto come sono messi gli altri.
Alvaro Bautista purtroppo finisce nella via di fuga, Hector Barbera fa una gara semplicemente incolore, mentre Marco Simoncelli esce anche lui, anche se riesce però a rientrare in pista. Sembra fatta per De Angelis che sogna già la seconda vittoria: stessa pista, anno precedente, ma le gomme iniziano a degradarsi e Kallio comincia ad avvicinarsi. Ad un certo punto, Kallio supera De Angelis e vince la gara. De Angelis segue a 3 decimi, dietro di lui a quasi 7 secondi Debon e Dovizioso, poi Barbera, Simon, Lorenzo, Luthi, Hiroshi Aoyama e Takahashi. Simoncelli finisce 11°, Roberto Locatelli 13° davanti a Alex Baldolini.
Finisce questo mondiale alla grande la KTM con un pilota determinato come Kallio, che non avendo piu\' davanti piloti "ingombranti" come quelli che faranno il "grande salto", potrà finalmente esprimersi nel piu\' "freddo" dei modi.

MotoGP: IL PICCOLO GRANDE IBERICO
Dani Pedrosa vince su tutti. Casey Stoner e la Ducati hanno lottato, ma nulla hanno potuto sullo strapotere dello spagnolo, esaltato dal suo pubblico.Al via è subito Stoner al comando, ma Pedrosa è proprio lì "dietro l\'angolo": sorpasso e vittoria con piu\' di 5 secondi di distacco.
John Hopkins è terzo e saluta così la Suzuki, ma a 20 secondi, davanti a Marco Melandri che supera Loris Capirossi nella sua gara d\'addio alla
Ducati. Si capisce che il mondiale è alla fine e bisogna veramente salutare con affetto sia Alex Barros, settimo nella sua ultima gara dopo 21 anni di carriera, sia Carlos Checa 12°, che ha passato più tempo in ospedale che in pista nel week end per una sospetta appendicite.
Nicky Hayden invece ha effettuato una scelta morbida per l\'anteriore che non ha premiato.
Valentino Rossi, ritirato, è inferocito con la Yamaha come lo era qualcun altro prima di lui, che però non poteva vantare il suo stesso Team. Va riconosciuto al campione di Pesaro il merito di correre nonostante la triplice frattura alla mano, che gli poteva procurare non pochi problemi. Partito piano è riuscito a recuperare il gruppo per poter aggiungere qualche punticino in classifica. Questi erano: West, Tamada, Nakano, Edwards e Checa.
Improvvisamente in una curva Rossi quasi va fuori, ma ricomincia la
rimonta anche se solo per pochi giri, infine il ritiro. Forse, problemi meccanici. Rossi ritiene la Yamaha colpevole di avergli fatto perdere anche la seconda piazza del mondiale, quella M1 da lui sviluppata e collaudata e data favorita a inizio stagione. Prima le gomme, poi la
moto. Finisce così questa stagione motociclistica. L\'anno prossimo avrà
le Bridgestone, quelle gomme eccellenti, da lui stesso esaltate, mentre
la Michelin continuerà a fornire i suoi rivali e allora si che saranno risate.