DONINGTON PARK CONFERMA I LEADER
26 luglio 2004 | News
Probabilmente ha ragione Agostini quando dice che la lotta tra i molti piloti Honda, più o meno bravi e con moto più o meno competitive, alla lunga favorirà Valentino. Lo dice il 15 volte Campione del Mondo che di situazioni ne ha viste molte, forse tutte quelle possibili.
Il Dott. Rossi ha vinto bene, senza esitazioni e senza eccessivi disturbi. La sua leadership non è mai stata nemmeno messa in discussione: non poteva farlo un Capirossi pieno di buona volontà, ma non ancora così competitivo, non lo ha fatto un redivivo Edwards già molto contento di essere secondo, non ci ha pensato nemmeno lontanamente Gibernau che aveva un così grande bisogno di fare cassa (punti), da essere persino felice di finire al terzo posto, perdendo per strada i quattro preziosi punti che sono invece andati a Edwards. I giochi di squadra non sono mai una bella cosa ma alle volte i mondiali si vincono o si perdono per meno di quattro punti. Vale e Yamaha ringraziano sentitamente.
Biaggi oltre la decima posizione mette una tristezza infinita. Vorremmo che i cambi non si rompessero e che la moto di Hayden e Barros la dessero a anche a Biaggi, sicuramente non vedremmo nessuno accontentarsi.
Bentornato Bayliss con una Ducati in ripresa alla quale auguriamo di continuare così e non solo perché lo sponsor si arrabbia.
Sul peso di Pedrosa è stato detto molto, invocate misure draconiane ed evocati scenari apocalittici. Altri piloti del presente e del passato godevano dello stesso vantaggio ma non hanno saputo metterlo a frutto altrettanto bene.
A chi dice poi che Pedrosa non può guidare una MotoGP ricordiamo che Uncini diceva e dice che la moto la devi guidare, mica spezzarla in due.
Rimane il fatto che Pedrosa ha comunque un paio di vecchie conoscenze della 250 come Porto e De Puniet che faranno di tutto per rovinargli la festa. Porto è forse emerso un filo in ritardo, mentre De Puniet ogni tanto stacca la corrente. Rimangono comunque due “ossi duri” con una buona moto e con grande esperienza.
Un Poggiali degno di Amleto ci spinge a chiederci quale sia l’interruttore da premere per resettare un campione che, come alcuni computer andati in blocco hanno bisogno di essere “spenti e riaccesi”.
Tutto questo per dire che per chi voleva dimostrare che la moto conta più del pilota è forse giunta l’ora di fare una sana autocritica e constatare che ha perso, forse già dalla gara di Welkom.


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