Le protezioni composite
Lo sviluppo delle protezioni, a partire dal paraschiena,non ebbe uno sviluppo lineare perchè i canoni comportamentali dei piloti tendevano a respingere le innovazioni, ma tuttavia i loro suggerimenti arrivavano.
Si cominciò a sagomare anatomicamente sulla parte da proteggere una struttura formata da una base morbida e da una conchiglia rigida cucita su di essa: con l'obbiettivo di distribuire le energie derivanti dall'urto sulla superficie più ampia possibile. Erano le prime protezioni composite.
Ridurre l'energia dell'impatto mediante la distribuzione del colpo, e non soltanto attraverso l'assorbimento, significa avere protettori più leggeri e di minore spessore, dunque protettori più confortevoli. E se le protezioni sono confortevoli vengono indossate più volentieri. I motociclisti hanno compreso e sposato l'innovazione: oggi il concetto di protezione composita viene impiegato largamente in tutti i componenti del loro abbigliamento: spalle-omero, gomiti-avambraccio, ginocchio-tibia e persino nei guanti e negli stivali.
Dettagli della qualità
Dainese Stivali in fibre composite (fibra di marca DuPontTM KEVLAR® più carbonio) e nido d'ape d'alluminio per ventilazione del paraschiena.




