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Il Knee Slider Istrice

 
 
 

Molto potenti, coreografie spettacolari, piloti talentuosi e combattivi. Nasce la 200 miglia di Imola. Le ginocchia dei piloti diventano uno "strumento". Dainese inventa il Knee spider istrice.

 
 
 

Uno dei più clamorosi fenomeni motociclistici degli anni Settanta è l'avvento della 200 Miglia di Imola. L'idea venne all'agronomo imolese Checco Costa, grande organizzatore di corse da oltre vent'anni, quando volò negli States per seguire l'omonima gara nel catino di Daytona. La formula sembrava di sicuro successo anche in Italia perché gli ingredienti erano buoni: moto di 750 cc molto potenti, coreografie spettacolari, piloti di gran talento e assai combattivi. Dopo le prime edizioni di crescente successo fu ingaggiato il californiano kenny Roberts, e il motociclismo cambiò. Con quelle 750 a due tempi, grandi e potenti, si piegava molto e kenny, l'uomo della Goodyear più di tutti. Se prima di allora qualche pilota aveva sfiorato la pista con il ginocchio, ora lui appoggiava il ginocchio con decisione, e mettendoci sopra un carico ben calibrato. Fino a stracciare la tuta e graffiare la pelle che sta sotto.

Fu proprio Roberts ad avere l'intuizione: proteggere il ginocchio con una specie di slitta, fissata in qualche modo alla tuta perché non si spostasse. Furono tagliati allo scopo pezzi della visiera dell'integrale, in policarbonato, poi anche contenitori in plastica per i lubrificanti. E per fissarli al ginocchio si usò il nastro adesivo telato, quello argenteo detto "americano". Nascevano gli slider, le saponette della tuta. Il primo progetto industriale fu di Dainese: il knee Slider Istrice ( detto Istrice per gli aculei che fuoriuscivano quando si fletteva l'arto), con una serie di morbidi cilindri che uscivano fuori da un'apposita base (applicata al ginocchio della tuta) al flettersi dell'arto.

 
 
 
 
 
 
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