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La tuta di Giacomo Agostini

Giacomo Agostini è il primo per antonomasia, è il primo anche ad accettare l'idea che la tuta non è una seconda pelle ma uno scudo di sicurezza e Lino Dainese gli cuce letteralmente addosso protezione, vestibilità, eleganza di movimenti.

Mino è esigente, è abituato ad avere sempre il meglio, e lavorare con lui è impegnativo. La prima tuta, bianco rossa e con i filetti dell'iride a disegnare la freccia sul petto, è opera di Lino Dainese. è stato appassionante collaborare con l'asso della moto ed individuare la grafica più bella.

Ago è anche capace di andare controcorrente: fino ad allora i piloti erano ossessionati dalla leggerezza, il grande Tarquinio Provini forava addirittura le pedane per guadagnare venti grammi o anche meno sulla sua Morini, Provini era stato un maestro e questa era la cultura dominante. Il bergamasco accettò per primo un principio: a pari peso della tuta non si può avere sicurezza. Così con lui la tuta diventa necessariamente più pesante. Però anche più ergonomica. Giacomo è famoso per il suo stile di guida pulito, per la posizione elegante sulla moto: non vuole rinunciarvi, e allora spinge per avere una tuta ancora più aderente senza perdere movimento. Dopo trent'anni Agostini indossa ancora la tuta Dainese, che ha contribuito a rendere migliore.

 
 
 
 
 
 

Prima di conoscere Lino Dainese sapevo che le tute dovevano essere sottili come una seconda pelle. Tutti i piloti la pensavano così. Poi ho capito che la tuta può essere protettiva senza perdere nulla in vestibilità.

Giacomo Agostini

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