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AFTER VALENCIA

12 November 2012 | News | Nico Cereghini

by Nico Cereghini

Pedrosa, e sette. Nessuno, quest’anno in MotoGP, ha vinto più di Dani. Sei successi per Jorge e cinque per Casey.

Rocambolesca, la gara di chiusura: pista ancora bagnata, niente pioggia in vista, slick oppure rain? La scelta giusta l’ha fatta Lorenzo con le gomme lisce, Pedrosa ha deciso in extremis per le slick ed è partito dalla corsia box con Hayden, Crutchlow e Bautista; infine Vale e Dovi, con le rain, hanno fatto sosta dopo quattro giri per cambiare la moto. Quando il 26 della Honda ha riguadagnato tutto il distacco perduto e in 11 giri ha raggiunto il leader poteva uscire la sfida finale tra i due spagnoli, mancava più di metà gara; invece Jorge è volato via in modo spettacolare e, per fortuna, senza conseguenze. Errore di impazienza per la fretta di doppiare Ellison, e segno di nervosismo: Jorge si giocava il prestigio, voleva vincere per ribadire la forza del suo titolo, invece ha perduto proprio la corsa che pareggiava le moto: su quel fondo, contavano soltanto il pilota e la strategia.

Tante le cadute. Sono volati anche Stefan Bradl quando era addirittura terzo e deciso a chiudere sul podio la sua brillante prima stagione, Hayden, Crutchlow. E fallimenti pesanti per Dovizioso e Rossi, doppiati, in sesta e decima posizione. Il matrimonio Valentino-Ducati ha registrato un esito perfettamente in linea con il biennio: purtroppo, disastroso. Benissimo invece Michele Pirro, quinto assoluto e primo delle CRT. Danilo Petrucci poco più indietro in ottava posizione. Infine, alla gara di addio, Casey Stoner che non voleva rischiare ha colto l’ultimo podio: terzo dietro il collaudatore nipponico Nakasuga. Pare che nel giro d’onore abbia pianto, le immagini non lo hanno chiarito, ma di certo rimpiangeremo la sua spettacolarità e la sua classe.

Bella e incerta la corsa della Moto3, con il campione Cortese beffato all’ultimo giro dal compagno Kent e terzo il sempre più convincente Khairuddin davanti a Binder Faubel e Rossi. Male gli italiani, con Antonelli 13° davanti a Tonucci. Fenati, che non digerisce l’acqua e dovrà allenarsi per il futuro, solo 18°.

Più divertente la Moto2, disputata con tanta acqua sull’asfalto e con Marquez retrocesso in fondo allo schieramento per punizione (aveva fatto cadere Corsi nelle prove) ma capace di andare a vincere. Si sono distinti Gino Rea e Simone Corsi nelle prime battute, Pol Espargaro fino a quando si è toccato con il romano ed è caduto (ottavo al traguardo), Terol e Simon. Marc è andato in testa a due giri dalla fine ed è stata una bella consacrazione del suo fresco titolo di campione del mondo. Ma sulla sua prestazione pesa la superiorità del motore: le potenze dovrebbero essere analoghe, i motori vengono sorteggiati, ma il suo pare sempre il più in forma, alla partenza ha bruciato metà del gruppo in 500 metri di pura accelerazione.

by Nico Cereghini

Pedrosa, and seven. No one has ever won more than Dani this year in MotoGP. Six wins for Jorge and five for Casey.

Chaotic, the last race: track still wet, no rain in sight, slick or rain? Lorenzo made the right choice with slick tyres, Pedrosa choose slick at the last minute and started from the pit lane with Hayden, Crutchlow and Bautista; lastly, Vale and Dovi, on rain, pulled into the pits after four laps to change bikes. When the Honda 26 regained lost ground and reached the leader after 11 laps, the two Spaniards could have battled for the title, more than half the race was left; instead Jorge spectacularly crashed out and, luckily, without consequences. Overly eager to lap Ellison, the error was a sign of edginess: Jorge was racing for glory, he wanted to win to confirm his rightful title, instead he lost the race that equalled out the bikes: on that track only the drive and strategy counted.

Numerous crashes. Hayden, Crutchlow and even Stefan Bradl crashed out when he was third and decided to end his brilliant first season on the podium. Heavy losses for Dovizioso and Rossi, lapped, in sixth and tenth place. The Valentino-Ducati team finished in line with their two-year streak: disastrous, unfortunately. Michele Pirro, fifth overall and first in CRT, did well. Danilo Petrucci not far behind finishing eighth. Lastly, at his farewell race, Casey Stoner who didn’t want to risk it gained his last podium: third behind the Japanese rider Nakasuga. Although not clearly captured on film, he appeared to be crying during his victory lap and his showmanship and class will be sorely missed.

The Moto3 race was fantastic and uncertain with champion Cortese bested on the last lap by team mate Kent with third going to the ever more convincing Khairuddin finishing before Binder, Faubel and Rossi. A poor finish for the Italians, with Antonelli 13th ahead of Tonucci. Fenati, who can’t take the rain, has a lot to work for in the future, just 18th.

Moto2 was more exciting, with so much water on the track and with Marquez moved to the back of the pack on penalty (he made Corsi crash in trials) but able to win it. Gino Rea and Simone Corsi stood out in the first laps, Pol Espargaro until he touched the Roman and crashed (in eighth), Terol and Simon. Marc was in the lead two laps from the finish and this consecrated his new world champion title. But engine superiority crushed his performance: the powers should be similar, the engines are drawn at random, but his always seems to be the best, he left half the pack 500 metres behind with pure acceleration as the lights went green.

Tags: Nico Cereghini, MotoGP, Valentino Rossi, Nicky Hayden, Stefan Bradl, Moto3, Romano Fenati, Alessandro Tonucci, Niccolò Antonelli, Moto2, Gino Rea, Simone Corsi

 
 
 
 
 
 
 
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